I fuochi d'artificio tricolore esplosi alle 23.59 sul cielo di piazza del Popolo sono il segnale. I militanti di Forza Nuova, gli ultras neofascisti, si coprono il viso con i passamontagna e chiamano la carica. Si sono dati appuntamento nella centralissima piazza di Roma per protestare contro la "dittatura sanitaria e il coprifuoco" ma subito c'è la provocazione e parte il lancio di oggetti e petardi contro la polizia che risponde con una prima carica e cerca di disperdere le circa duecento persone accorse al richiamo del leader Castellino. Tensioni, le forze dell'ordine spingono i dimostranti verso piazzale Flaminio dove scoppia una piccola guerriglia: era quello che volevano gli attivisti di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino in testa, che sui social avevano chiamato a raccolta la Roma violenta e negazionista per emulare le rivolte napoletane. 
 
(ansa)

Ed è finita come volevano: con qualche cassonetto in fiamme, alcune auto danneggiate nel vicino piazzale Flaminio dove i manifestanti sono stati fatti defluire dalla polizia schierata dall'inizio a protezione di via del Corso e via del Babuino, per evitare atti violenti contro negozi e boutique. Gli scontri sono poi proseguiti in via Carrara fino al ministero della Marina e qualche cassonetto è stato rovesciato anche in viale Mazzini, in direzione della sede Rai. Almeno dieci i fermati intorno all'una di notte e due poliziotti sono rimasti feriti. Disordini si sono registrati anche nella zona di piazza Trilussa, con fumogeni e monopattini lanciati da un gruppo di facinorosi. Da Trastevere il gruppo di teppisti ha attraversato ponte Sublicio e si è spostato in piazza dell’Emporio, nel cuore di Testaccio. Per i tafferugli nelle due piazze sono state fermate almeno cinque persone.