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Roma-Spezia 2-4 dts, i giallorossi in 9 piegati da Verde e Saponara: liguri ai quarti col Napoli e Fonseca rischia

La frase è di Freak Antoni, leader degli Skiantos e uno dei massimi filosofi del Novecento: «Si dice che una volta toccato il fondo non si può che risalire, ma io mi sono trovato a scavare». È il ritratto perfetto per descrivere il lavoro di Paulo Fonseca sulla panchina della Roma. Non bastava il derby perso 0-3 contro la Lazio, venerdì sera. Ci voleva anche l’eliminazione dalla Coppa Italia contro le riserve dello Spezia nel trentennale della morte di Dino Viola, il presidente del secondo scudetto giallorosso, della finale di Coppa dei Campioni e di quattro Coppe Italia messe in bacheca. È umorismo amarissimo quello affidato ai social da un tifoso: era un piano studiato a tavolino per non trovare più avanti il Napoli (0-4 in campionato) e/o in semifinale, la vincente tra Lazio (0-3) e Atalanta (1-4).

Umiliazione nell’umiliazione, la Roma avrebbe fatto anche un cambio in più del consentito, dopo che l’arbitro aveva espulso nei primi due minuti del secondo tempo supplementare prima Mancini e poi Pau Lopez. Un «giallo» regolamentare che potrebbe costare carissimo a chi lo ha commesso, dopo che già nella prima giornata di campionato, contro il Verona, la Roma è incappata in uno 0-3 a tavolino per aver schierato Diawara non eleggibile.

Eppure l’allenatore avversario, Italiano, aveva dato una mano, pensando che la «vera» Roma-Spezia sarà quella di campionato che si giocherà ancora all’Olimpico sabato pomeriggio. Ha fatto addirittura più turnover della Roma, mandando in campo ad esempio Leo Sena, brasiliano con 15 minuti di serie A sulle spalle (Benevento-Spezia 0-3), o il portiere lituano Krapikas con 6 presenze in serie B nella scorsa stagione. Per non cadere in tentazione, Italiano ha mandato addirittura in tribuna Provedel, Marchizza, Estevez e Pobega.

Nemmeno lui poteva immaginare che in 15 minuti si sarebbe trovato come la Lazio venerdì sera,cioè avanti 2-0 per due errori della difesa giallorossa, il primo di Cristante (che concede il rigore) e il secondo di Kumbulla (che sbaglia un facile appoggio). Se la Roma non è crollata subito è solo perché si trovava di fronte le riserve di una neopromossa e proprio una di queste, Ismajili, l’ha rimessa in vita a fine primo tempo con un fallo da rigore evitabilissimo su Pellegrini. Andare negli spogliatoi sull’1-2 anziché sullo 0-2 ha fatto la differenza ma non è bastato. La Roma ha pareggiato con Mkhitaryan, il disastroso Borja Mayoral si è divorato il 3-2 solo davanti al portiere nel finale e l’errore è costato l’eliminazione. All’inizio del secondo supplementare, la doppia espulsione che ha trasformato la tragedia in farsa. Rudi Garcia pagò con l’esonero, di lì a poco, l’eliminazioni ai rigori, contro lo Spezia, il 16 dicembre 2015. Fonseca rischia la stessa fine.

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