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Rugby, Christophe Dominici trovato morto in un parco: aveva 48 anni

Christophe Dominici, 48 anni, ala leggendaria della nazionale francese di rugby, è stato trovato morto martedì 24 novembre in un parco a Saint-Cloud, appena a ovest di Parigi. L’ex atleta si è probabilmente suicidato.

Un testimone ha riferito di averlo visto salire su un tetto di un edificio in disuso, e poi saltare cadendo per una decina di metri. La procura di Nanterre ha comunque aperto un’inchiesta.

In Francia il «Piccolo Principe» (era alto solo 172 cm) era ricordato soprattutto per una leggendaria prestazione nella Coppa del Mondo 1999. Per lui, 67 presenze in Nazionale (25 mete, di cui otto in tre diversi Mondiali), quattro successi nel Sei Nazioni (due col Grande Slam, 1998 e 2004), e 5 titoli Nazionali vinti con la sua squadra di club.

Dominici era la classica ala francese, piccolo, veloce, interprete perfetto del rugby tutto fantasia e tecnica che allora giocavano i bleu. Era un rugby solo dei francesi, che gli inglesi, con malcelata invidia, avevano riassunto nella definizione: French flair. Quel giorno del 1999, a Twickenham, nella semifinale della quarta Coppa del Mondo, la Francia non aveva una possibilità contro gli All Blacks di Jonah Lomu, l’ala che stava cambiando il gioco ed era, appunto, l’opposto di Dominici e i suoi fratelli. Ma dopo un primo tempo dominato dai neozelandesi, i francesi misero in piedi uno dei più grandi spettacoli mai visti nella storia della palla ovale: 33 punti a zero, mete di straordinaria bellezza a cominciare da quella di Dominici che portò avanti i galli e mandò in pezzi le certezze degli All Blacks. Una meta segnata recuperando un calcio del suo mediano e passando a tutta velocità, come fosse un fantasma, attraverso la guardia di Mehrtens e Zinzan Brooke.

Negli ultimi mesi stava cercando di portare una proprietà araba a un altro club storico del rugby francese, il Béziers, ma problemi di conti avevano portato l’organo di controllo del rugby francese a bocciare il progetto. Dopo questo fallimento, Dominici si era isolato e risultava irraggiungibile, secondo la stampa francese. Per lui in luglio anche un episodio con denuncia per furto e aggressione: avrebbe avuto un diverbio molto acceso con una commessa a Sanary-sur-Mer, una località balneare dove possedeva alcuni negozi. Avrebbe chiesto di poter prendere un costoso cappello e pagarlo più tardi: di fronte ai ripetuti rifiuti da parte della commessa Dominici avrebbe quindi alzato la voce nel negozio prima di fuggire con il cappello spingendo un’altra commessa. E, sempre secondo i quotidiani francesi, negli ultimi tempi diverse persone avrebbero denunciato furti e violenze con protagonista il 67 volte internazionale di Francia. L’ex giocatore soffriva di depressione già dal 1986 quando, ragazzino, perse la sorella maggiore Pascale in un tragico incidente stradale.

In lutto, ovviamente, il mondo della palla ovale e dello sport transalpino. Il vicepresidente della Federazione, Serge Simon, ha twittato: «Schiantato dalla notizia della morte di Domi. Il rugby francese perde una stella, il XV di Francia un mito, lo Stade Français una leggenda e molti di noi un amico». A offrire un omaggio e un estremo saluto anche l’Assemblée nationale, il Parlamento francese, che ha salutato «la leggenda del XV di Francia» con un lungo e commosso applauso.

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