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Salario minimo, ok del Consiglio Ue all’avvio dei negoziati sulla proposta della Commissione. Orlando: “In Italia questione salariale aggravata dai contratti pirata”

Lavoro & Precari

Salario minimo, ok del Consiglio Ue all’avvio dei negoziati sulla proposta della Commissione. Orlando: “In Italia questione salariale aggravata dai contratti pirata”

Ora parte l'iter negoziale con l'Europarlamento, che ha già dato via libera alla procedura. "Questa legge sarà un grande passo per un'equa retribuzione", commenta Janez Cigler Kralj, presidente di turno del Consiglio Ue. La proposta in discussione non impone ai Paesi di introdurre un salario minimo orario (l'Italia è uno dei pochi a non averlo): i singoli Stati devono scegliere se per garantire condizioni retributive adeguate preferiscono puntare sul rafforzamento della contrattazione collettiva

Via libera del Consiglio Ue all’avvio dei negoziati per l’introduzione del salario minimo europeo. L’ok alla proposta della Commissione è arrivato dalla riunione dei ministri europei per il Lavoro e le Politiche Sociale segna l’inizio formale dell’iter negoziale con l’Europarlamento, che ha già dato via libera alla procedura. “Non possiamo accettare che persone che mettono tutta la loro energia per il lavoro non possano permettersi standard dignitosi di vita. Questa legge sarà un grande passo per un’equa retribuzione“, è il commento di Janez Cigler Kralj, ministro del Lavoro della Slovenia, presidente di turno del Consiglio Ue. La proposta della Commissione, comunque, non impone ai Paesi di introdurre un salario minimo orario (l’Italia è uno dei pochi a non averlo). Viene demandata ai singoli Stati la scelta se puntare invece sul rafforzamento della contrattazione collettiva per garantire condizioni retributive adeguate.

“C’è una questione salariale, aggravata della pandemia, che attraversa trasversalmente tutti gli Stati membri”, ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, nel suo intervento al Consiglio dei ministri responsabili dell’occupazione, degli affari sociali, della salute e della politica per i consumatori durante la sessione sul salario minimo. “Credo fermamente che la Direttiva in discussione ponga le basi metodologiche corrette per orientare gli Stati membri nell’affrontarla. Un punto che sta particolarmente a cuore al governo italiano è quello della promozione della contrattazione collettiva. Su tale aspetto la Direttiva riconosce le specificità, le prerogative, i principi e i valori costituzionali degli Stati Membri”.

“In Italia – evidenzia Orlando – la questione salariale è aggravata dalla proliferazione dei cosiddetti contratti collettivi pirata che da fattore residuale è divenuto fenomeno largamente diffuso con effetti rilevanti sul nostro sistema di relazioni industriali in cui si annidano pratiche che sono eticamente e giuridicamente inaccettabili. Pratiche che colpiscono, al tempo stesso, i lavoratori e le imprese. Proprio per questo, dal nostro punto di vista, è cruciale attuare la direttiva promuovendo una contrattazione collettiva di qualità che, selezionando gli agenti negoziali rappresentativi, ne preservi la capacità di garantire condizioni di lavoro e di retribuzione eque e dignitose, tutelando, al tempo stesso, le imprese da fenomeni di concorrenza sleale e dumping salariale che minano alle fondamenta la competitività nel mercato interno europeo”.

“Sappiamo che l’equilibrio raggiunto dalla Presidenza è molto sensibile e che, su di esso, si aprirà un doveroso e delicato negoziato con il Parlamento Europeo. Sono certo – prosegue il ministro – che con il dialogo e il confronto sapremo trovare la strada giusta per proseguire nella costruzione di una Unione socialmente forte, equa e inclusiva. Non è accettabile che il lavoro condanni a una condizione di povertà. Di questo questo principio che oggi riusciamo ad affermare dobbiamo essere tutti soddisfatti”.

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