Italy

Salvini contro Speranza. Il Capitano (con Renzi) vuole indagare sul ministro della Salute. La commissione d’inchiesta con Italia Viva e il centrodestra

Il ministro della Salute Speranza deve restare al suo posto?: “Se fa il suo lavoro sì, se fa solo politica vedendo solo rosso e continuando a parlare di chiusure, chiusure, chiusure no”. Ieri Matteo Salvini è tornato ad attaccare Speranza in un’intervista al Tg5.

Salvini contro Speranza

L’offensiva di Salvini contro Speranza era partita ieri con un’intervista al Corriere della Sera. Nella quale Salvini aveva parlato anche della sfiducia nei confronti del ministro: ” “È una contestazione politica. Da chi riveste il suo incarico mi aspetto scelte scientifiche, tecniche, oggettive. Non valutazioni politiche”. E ancora: “Io sto dentro il governo e cerco di incidere, altri preferiscono stare fuori a protestare e manifestare”. Quindi non la voterà? “le mozioni di sfiducia rafforzano chi le subisce. Invito le altre forze di centrodestra a chiedere, d’intesa con Renzi, la commissione d’inchiesta sulla pandemia che ci aiuterà a far luce sulle responsabilità. Comprese quelle di Speranza. Su questa i numeri ci sono”, aggiunge Salvini.

Il Capitano vuole quindi una commissione d’inchiesta sulla pandemia. Il Fatto Quotidiano spiega oggi che la Lega non voterà la mozione di sfiducia di FdI. Ma, insieme a Italia Viva, proverà a mettere in difficoltà Speranza con una commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione della pandemia. Un modo anche per attaccare l’ex premier Giuseppe Conte – nuovo leader del M5S – e l’ex commissario Domenico Arcuri. Alla proposta di legge per la commissione ci sta lavorando il capogruppo dei renziani in Senato Davide Faraone. Avrà l’appoggio di tutto il centrodestra, compresa FdI: così i numeri ci sono.

Il Capitano vuole indagare sul ministro della Salute

Una commissione, con poteri investigativi, che però rischia di diventare un boomerang per il Carroccio. Se si occupasse, per fare un esempio, della mancata chiusura di Alzano e Nembro del marzo 2020 e sulle responsabilità della giunta leghista in Lombardia. Un po’ come successe con la commissione Banche del 2017 voluta proprio da Renzi e che finì per mettere sulla graticola il suo governo e la sua fedelissima Maria Elena Boschi.

Intanto il governo è al lavoro al nuovo decreto da approvare martedì o mercoledì prossimi in Consiglio dei ministri. Il cronoprogramma delle riaperture è stato stilato, restano diversi dettagli da definire sulle singole attività e relative prescrizioni, anche con l’aiuto del Cts che domani si riunirà per esaminare in particolare il pass che servirà dal 26 a spostarsi tra regioni di diverso colore e per accedere agli eventi che riapriranno, dai concerti allo sport. Nella fase iniziale dovrebbe bastare un certificato che dimostri una delle tre condizioni richieste: vaccinazione, test negativo nelle ultime 48 ore, avvenuta guarigione.

In seguito, tra le ipotesi c’è anche quella di una app con un codice Qr da esibire sul modello del pass europeo che Bruxelles intende attivare dall’estate. Sul coprifuoco, nonostante le critiche di FdI e della pressione di Matteo Salvini e di alcuni presidenti di Regione, sarà mantenuto il limite delle 22. Anche sul no alle attività al chiuso al Governo sembra prevalere la linea rigorista, con una possibile rivalutazione in base ai dati dei contagi nella seconda metà di maggio.

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