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Saman: i carabinieri sono a Parigi per incontrare la polizia nazionale. Si cerca l’altro cugino

Elisa Pederzoli

NOVELLARA. L’arresto a Parigi di Danish Hasnain, lo zio di Saman Abbas considerato l’esecutore materiale dell’omicidio, ha dato senza dubbio un nuovo impulso alle indagini sulla sparizione della 18enne pakistana. Ieri pomeriggio, i carabinieri reggiani che indagano ormai dal maggio scorso sul caso sono partiti alla volta della capitale francese per andare a incontrare la polizia nazionale. La convizione, ormai è chiaro, è che anche il terzo latitante, ovvero il cugino Nomanulhaq Nomanulhaq, sia là.



L'ARRESTO DELLO ZIO

Dopo l’arresto, l’attenzione è tutta rivolta all’arrivo in Italia di Danish Hasnain. La polizia francese fa sapere che soltanto domani si deciderà la sua sorte, nell’udienza della Corte di appello, circa l’estradizione. Un momento cruciale, anche a livello investigativo. Contro Danish – che negli ultimi anni aveva abitato a Novellara, come il padre di Saman, dipendente dei Bartoli nell’azienda agricola, è indicato dal fratello della 18enne come l’assassino di Saman, ma anche come l’ispiratore per così dire della punizione definitiva della ragazza, che non aveva voluto sottostare a quel matrimonio combinato organizzato dalla famiglia, ma che anzi aveva denunciato i genitori, si era rifugiata in una comunità e voleva continuare la relazione con un giovane connazionale che alla sua famiglia era inviso.

In fuga per 4 mesi, dopo aver varcato il confine a Imperia con il nipote – lui però fermato dalla polizia, perchè minorenne e sprovvisto dei necessari documenti all’espatrio – è arrivato in Francia, e in un alloggio di un quartiere periferico è stato trovato in compagnia di connazionali. Incastrato, dicono gli investigatori reggiani, dall’utilizzo dei social network con cui evidentemente è rimasto in contatto con qualcuno della sua cerchia, famigliare o amicale. Da lui, si attende che chiarisca la sua posizione, che dia risposte sulla fine della povera Saman, della quale ancora non è stato trovato il corpo.

L’ALTRO CUGINO

Ma all’appello oltre ai genitori della ragazza – fuggiti in patria il 1° maggio scorso e per i quali il Ministro dell’Interno Cartabia ha firmato e trasmesso al Pakistan le due domande di estradizione – manca altre un altro cugino, Nomanulhaq Nomanulhaq.

È per lui che i carabinieri reggiani hanno deciso di spostarsi in Francia. Partiti ieri pomeriggi e arrivati in serata, hanno in programma un confronto faccia a faccia con i colleghi francesi, per un scambio di informazioni necessario a stringere il cerchio sul secondo cugino di Saman coinvolto nel presunto omicidio, l’altro Ikram Ijaz è stato arrestato a fine maggio a Nimes, su un pullman diretto in Spagna.

La cosa certa è che gli investigatori non hanno intenzione di un mollare. L’obiettivo è arrivare a tutti i latitanti. Ormai è da loro che si attende finalmente di sapere dove è stata sepolta Saman. E come, e perchè, una ragazza di 18 anni è stata uccisa.

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