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Sanremo 2021, tornano Fiorello e Amadeus dal 2 al 6 marzo: evviva

Sarà un Sanremo che riaprirà la nostra normalità: viva Sanremo". Parole di Stefano Coletta, direttore di RaiUno, durante presentazione dei palinsesti Rai. Dice, "ritorno alla normalità". Esagera? Forse no. Perché se facciamo un salto indietro allo scorso febbraio vediamo immagini sfocate di gente sui social, dentro ai bar, nelle piazze di paese davanti alle chiese, tutti a parlare di Morgan e Bugo, di Achille Lauro, di Diletta Leotta...

Amadeus e Fiorello. Fiorello e Amadeus. Come li metti li metti, sempre a Sanremo li ritrovi. L’avevano detto che sarebbero tornati ma poi si sa come vanno le cose: uno si siede in poltrona, riflette, dice “ma dopo un’edizione di tale successo, chi me lo fa fare?” e lemme lemme se ne va verso un rifugio del Kanchenjunga, a 8 mila metri sul tetto del mondo, senza telefonino. Invece Amadeus e Fiorello tornano davvero all’Ariston, insieme, perché se due sono amici nella vita poi non si “lasciano a piedi” a metà percorso.

Sanremo 2021 sarà di nuovo affidato al direttore artistico Amadeus, persona misurata, garbata, ma anche grande intrattenitore, che ha fatto un gran lavoro di selezione delle canzoni. Insieme a lui ci sarà il grande Fiorello. Sarà un Sanremo che riaprirà la nostra normalità: viva Sanremo“. Parole di Stefano Coletta, direttore di RaiUno, durante presentazione dei palinsesti Rai. Dice, “riapre alla normalità“. Esagera? Forse no. Perché se facciamo un salto indietro nel tempo, allo scorso febbraio, vediamo immagini sfocate di gente dentro ai bar, nelle piazze di paese davanti alle chiese, davanti allo schermo si un pc a scrivere sui social, tutti a parlare di Morgan e Bugo, di Achille Lauro, di Diletta Leotta. E all’improvviso è arrivato il covid-19. Sanremo 2020 è stato l’ultimo rantolo di normalità mediatica prima che la pandemia si prendesse tutto.

Nei giorni di lockdown “quelli di Twitter” (sono un mondo a parte, si sa, spesso slegato dal resto ma forse non in questo caso) avevano pure fatto una petizione per rimandare in onda le puntate di Sanremo 2020. L’effetto sarebbe stato quello di un ‘magheggio’ alla Hugo Cabret: trucchi per manipolare il tempo ma solo dentro al piccolo schermo. Le puntata ‘vecchie’ non sono state rimesse in onda ma ora arrivano le nuove: dal 2 al 6 marzo. Più verso la primavera e non certo per essere romantici o omaggiare John Fante: la volontà è quello di farlo nella maniera tradizionale. “Al piano B ci siamo pensando ma il piano B non è Sanremo“. E allora aspettiamo primavera. Ama, Fiore, questa è una bella notizia. Anche perché il covid-19 ha lasciato a terra, esanime, il settore musica e i tanti lavoratori fragili che ne sono tessuto e anima. Che questa edizione del Festival sia un modo per far tornare sul palco anche i “Big” che per troppo tempo lo hanno evitato? Che rappresenti davvero un punto d’arrivo per il ritorno alla normalità anche del settore musicale, con gli spettacoli dal vivo finalmente tornati ad essere come li abbiamo sempre visti? “Io prendo una birra, tu la vuoi?” E poi a pomiciare mentre la tua band canta la ballata più romantica del repertorio, magari sentita a Sanremo. Viva Sanremo.

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