Se si vuole far partire lo psicodramma e vivere così fino a sabato notte, liberi tutti. In altri luoghi, e laghi, non avendo alcunché da perdere ormai, all’Ariston diventerebbe tutto più leggero e consapevole, senza farla troppo lunga, magari facendo anche un gran bene alla resa effettiva di tutto quanto.

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“Fiorello e Amadeus scontano la grande generosità con cui si sono messi al servizio di una situazione d’emergenza”. Lo ha detto (a TvBlog) il decano Mario Maffucci, patriarca di tv e di cose di Festival. Lo ha detto dopo la prima serata, lui rimane assai critico su molte scelte ma quella frase è una specie di medaglia.

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Adesso anche più di prima, le conferenze stampa di mezzogiorno in Sala stampa (visibili live su RaiPlay e altrove) sono uno dei top imperdibili di questa edizione. Peraltro la Rai le sta curando con regia vera e propria, assai curata.

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Se c’è un pezzo da rivedere finora (oltre a quelli dettati anche da impulsi non propriamente artistici, vedi il medley di Elodie) è Fiorello che canta la parodia di Vasco Rossi, dedicata in pratica agli Umarells bolognesi, gli osservatori dei lavori in corso, e citando anche Borgo Panigale. Più che il testo, è perfetta la musica, clamorosa parodia di Blasco-atmosfere, e a metà scatta anche l’assolo di chitarra eseguito alla perfezione e davvero emozionante.

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Il direttore di Raiuno Stefano Coletta ha esaltato oggi “Il tirante della narrazione” della seconda serata. Opporgli qualche controdeduzione diventa davvero complicato.

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Sempre per Coletta, gli ascolti non hanno avuto un calo ma un “declivio”. E senza che nessuno gliel’avesse rimproverato, ha spiegato: “Dovete scusarmi ma io nella vita ho studiato tanto e ogni tanto mi tornano in mente cose”.

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Nella notte con la seconda serata che andava a declinare, anzi a percorrere il declivio, vedere in classifica Random alcune posizioni sopra Ghemon offriva la prova definitiva che c’è qualcosa, nell’intero Sanremo 21, che bisognerebbe mettere a posto, anche con una certa decisione.