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"Sciogliere la lobby delle armi". L'assalto di New York alla Nra

La National Rifle Association (Nra) è finita nel mirino della giustizia. La procuratrice generale di New York, Letitia James, ha intentato una causa per sciogliere la potente lobby americana dei proprietari e produttori di armi.

Corruzione, frodi finanziarie e un uso a dir poco disinvolto del denaro dell'associazione: sono queste le tre pesanti accuse mosse nei confronti dell'Nra. "L'influenza dell'Nra - si legge in una nota - è stata così potente che l'organizzazione è andata avanti per decenni senza controlli, mentre i suoi leader facevano finire nelle loro tasche milioni di dollari".

L'associazione nell'occhio del ciclone

Secondo la democratica James, il presidente dell'associazione, Wayne LaPierre, assieme ad altri tre dirigenti, avrebbero usato le donazioni dei membri "come il proprio porcellino salvadanaio", spendendo decine di milioni di dollari per scopi personali e violando le leggi sulle organizzazioni non-profit.

Detto in altre parole, i quattro "hanno sostanzialmente saccheggiato" i beni dell'Nra svuotando le casse del gruppo, un tempo ricche e capaci di pompare milioni di dollari nelle campagne politiche repubblicane. Anni e anni di sprechi, sostiene lo Stato di New York, avrebbero minato le capacità dell'associazione di operare senza scopo di lucro.

Scendendo nel dettaglio, le cifre sparite nel nulla in appena tre anni, secondo i media, si aggirerebbero intorno ai 64 milioni di dollari. Soldi che, come detto, i responsabili dell'Nrsa avrebbero usato per soddisfare i propri bisogni e quelli dei familiari.

Una lobby potentissima

James ha presentato la sua richiesta alla Corte statale di Manhattan al termine di 18 mesi di indagini. Il confronto legale potrebbe durare diversi anni, ma intanto la Nra ha dovuto incassare un brutto colpo. Ricordiamo che l'associazione è la più influente lobby dei diritti d'arma degli Stati Uniti, ha 148 anni di vita e oltre 5 milioni di soci. Anche se recentemente zoppicante, per le difficoltà finanziarie e le lotte intestine, l'associazione è sempre stata in prima fila per sostenere le cause repubblicane.

Nella sua storia la Nra ha lottato con notevole successo per allentare ed eliminare le leggi sul controllo delle armi, citando il secondo emendamento della Costituzione sul diritto di portare armi.

Trump: "Nra si trasferisca in Texas"

La Nra, inoltre, appoggia pubblicamente Donald Trump in vista delle elezioni presidenziali statunitensi previste per il prossimo novembre. Per questo motivo, secondo alcuni media americani, la decisione del procuratore generale di New York di mettere sotto inchiesta per frode l'associazione potrebbe essere un attacco diretto a Trump, un "assalto" in piena regola a poche settimane dalla sfida cruciale tra l'attuale presidente e il democratico Joe Biden.

Il motivo di una simile supposizione è semplice. La Nra è un ingente serbatoio di voti repubblicani, nonché una generosa donatrice della causa repubblicana. Basti pensare che nel 2016 gli armatori hanno offerto alla campagna di Trump oltre 30 milioni di dollari. Da un punto di vista temporale, inoltre, la causa è arrivata proprio mentre ci si aspettava che l'associazione, pur finanziariamente indebolita, avrebbe destinato importanti somme nelle imminenti elezioni presidenziali.

La presa di posizione di The Donald non si è certo fatta attendere. Trump ha suggerito alla Nra di trasferire la propria sede in Texas. "Penso che la Nra debba trasferirsi in Texas e lì si troverebbe davvero bene", ha dichiarato il capo della Casa Bianca durante un colloquio con i giornalisti. Quella che è successa "è una cosa molto terribile", ha quindi commentato Trump riferendosi alla notizia dell'indagine.

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