Italy

Scuola e Covid, nodo key workers: chi può chiedere di mandare i figli in presenza?

La possibilità era già stata prevista dal ministero dell’Istruzione nei mesi scorsi, ma la nota era stata presa poco in considerazione. Ovvero: i figli del personale sanitario o direttamente impegnato nel contenimento della pandemia o il personale impegnato presso servizi pubblici essenziali, ma anche i figli dei lavoratori per cui non è prevista né autorizzabile la prestazione in lavoro agile, possono chiedere di andare a scuola in presenza anche se le scuole sono chiuse perché le regioni sono rosse o sono stati raggiunti i limiti dei 250 contagi ogni 100 mila abitanti. Una rivoluzione, all’apparenza. Ma che in realtà richiede molti step, tant’è vero che negli scorsi mesi sono state pochissime le famiglie a richiederne l’attivazione e ancora meno le scuole ad averle accolte. Adesso gruppi di genitori lombardi e piemontesi hanno iniziato, sulla scia della stanchezza di un anno di epidemia ma anche forti delle vaccinazioni, a muoversi. In Piemonte ad esempio il comitato Priorità alla scuola ha diffuso un modello di autocertificazione per permettere alle famiglie interessate di chiedere alla scuola di usufruirne. Il ministero, di fronte al moltiplicarsi delle richieste di frequenza in presenza, ha dovuto attivarsi.

Ma senza per ora trovare soluzioni: la prima questione da dirimere, infatti, è proprio quella di capire chi sono i key workers, cioè i lavoratori chiave, quelli essenziali che necessitano di avere i figli a scuola. Il timore è che si generino disparità di trattamento, e che si scateni in un momento così delicato la lotta tra «poveri», cioè tra lavoratori che ritengono di dover essere inseriti nella categoria e quindi di avere diritto alle lezioni in classe per i propri figli, per evitare di dover ricorrere a congedi e baby sitter.

Risultato? Per ora il ministero prende tempo, e assicura che saranno effettuati approfondimenti per chiarire la vicenda. Intanto restano le deroghe, cioè la possibilità di chiedere la frequenza in presenza, per i disabili, gli studenti con bisogni educativi speciali e le attività laboratoriali.

Critica l’ex ministra Lucia Azzolina: «Il ministero dell’Istruzione ha fatto marcia indietro sui figli dei lavoratori essenziali. Probabilmente su pressione delle Regioni. Oggi è stata scritta e mandata alle scuole una nota in cui si specifica che i figli dei lavoratori essenziali non potranno frequentare le lezioni in presenza, come invece previsto inizialmente. Lo considero un errore. Comunicato tra l’altro a poche ore dall’apertura di uffici e attività».

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