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Scuole chiuse in Puglia, Bellanova chiede al governo di impugnare ordinanza del presidente Emiliano

Da oggi scatta l'ordinanza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che ha chiuso tutte le scuole. La decisione ha innescato un braccio di ferro con la ministra dell'Istruzione Azzolina, nettamente contraria alla sospensione dell'attività scolastica in presenza: "Pensare di risolvere il problema chiudendo le scuole è una mera illusione. Perché i ragazzi escono, anzi usciranno di più e rischieranno di contagiarsi. A scuola invece, non solo ci sono misure di sicurezza, ma anche protocolli che permettono controllo e tracciamento. Si riaprano al più presto le scuole, evitando conseguenze gravi, presenti e future, per gli studenti e per le famiglie", scrive la ministra in post su Facebook.

Ma il governatore della Puglia Emiliano si muove all'interno del perimetro dei decreti anti Covid varati da Conte, che permettono alle Regioni di emanare ordinanze più restrittive rispetto alla normativa nazionale. Nell'ultimo dpcm infatti è stato imposto alle scuole di riorganizzare l'orario scolastico in modo da ricorrere alla didattica a distanza per almeno il 75% delle attività, nelle scuole secondarie di secondo grado. Ma il presidente dem della Puglia è andato ben oltre oltre. Una parte del governo dà apertamente ragione alla titolare di Viale Trastevere. Intervistata dal Corriere del Mezzogiorno Puglia la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova chiede infatti all'esecutivo di impugnare davanti al Tar l'ordinanza di Emiliano sulla chiusura delle scuole. "Quell'ordinanza – ripete – va impugnata".

"So bene quanto è scritto nel Dpcm. Ma questo è tema troppo serio per ridurlo a materia procedurale o di attribuzioni. Dico una cosa semplice. Non si devono scaricare sulla scuola difficoltà e problemi che sono Sanità e trasporti. È lì che bisogna incidere a fondo, si devono portare a galla le questioni e risolverle altrove". Per Bellanova, che la pensa come il leader di Italia viva Matteo Renzi, i problemi sono la Sanità e i trasporti. "È lì che bisogna incidere, portando a galla le questioni e affrontandole. Se non ora, in una situazione così seria, quando? Vale per la Puglia e per il Paese. Ancor di più per quelle regioni che hanno criticità forti nell'organizzazione e nell'efficienza dei servizi sanitari. Spazzare la polvere sotto il tappeto significa assumersi una responsabilità gravissima nei confronti dei più giovani e dei più fragili. Aggiungo un dettaglio".

"È la stessa Regione – ricorda – a comunicare alla ministra Azzolina, che, su una popolazione di 562mila studenti, ne risultano positivi 417. Ammette di fatto che il problema non è la diffusione del virus nelle scuole ma l'organizzazione del lavoro della sanità regionale".

"Il punto – chiarisce la ministra – non è la polemica politica. Ma avere a disposizione quadri di conoscenza che consentano scelte di merito. Ascoltando in questo caso chi continua a mettere in guardia sui rischi enormi che si vanno producendo per le generazioni più giovani e per le donne costrette a scegliere tra lavoro e cura dei figli. Per questo servono i dati scientifici, per intervenire al meglio dove si diffonde il virus. Lo stesso assessore Lopalco il 16 ottobre ha affermato di non aver alcuna evidenza che la scuola sia un amplificatore del virus. Motivo in più per affrontare i problemi veri".

Lopalco: "Scuola facilita diffusione del virus"

Ma proprio ieri l'epidemiologo e assessore regionale alla Sanità in Puglia, Pier Luigi Lopalco ha fornito un dato allarmante: da quando le scuole hanno riaperto i battenti i casi di positività al coronavirus sarebbero aumentati nella popolazione di età 6-18 anni. Da quando i ragazzi sono tornati sui banchi sono stati segnalati 1121 casi di positività in quella fascia d'età, corrispondenti all'11% dei casi totali. "Questa percentuale era del 6% nella settimana dal 17 al 22 settembre e dell'8% nella prima settimana di apertura della scuola. L'aumento della proporzione di casi in quella fascia di età è dunque sicuramente contemporaneo alla riapertura della scuola nella nostra Regione".

E oggi l'esperto lo ha ribadito in un'intervista a ‘La Stampa': La scuola è un "fattore facilitante per la diffusione del virus", a prescindere "se il contagio avvenga nelle aule o al di fuori". Con i 716 nuovi casi di ieri, "la Puglia ha raggiunto la soglia dei 10mila positivi. A marzo-aprile avevamo appena superato i 4mila. Purtroppo bisogna anticipare le mosse del virus, non inseguirle". Per questo Lopalco chiede alla ministra Azzolina "di evitare atteggiamenti inutilmente ideologici nei confronti della didattica in presenza a tutti costi". La gestione sanitaria dei casi comparsi nelle scuole "ha generato un carico di lavoro enorme: migliaia di persone in isolamento fiduciario di almeno 10 giorni per contatto stretto, con tutti i disagi a carico delle famiglie, specie quando in quarantena finiscono i più piccoli". Ma significa anche "migliaia di ore di lavoro per gli operatori dei dipartimenti di prevenzione, perché devono effettuare i tamponi, la sorveglianza sanitaria e le attività di tracciamento, a cui si aggiunge l'impatto sui laboratori per l'analisi dei tamponi".

Presidi contrari all'ordinanza di Emiliano

L'Associazione nazionale presidi della Puglia boccia l'ordinanza del presidente Michele Emiliano, che "limita quasi fino ad annullarla l'attività didattica in presenza delle scuole di ogni ordine e grado (infanzia esclusa), sulla base di una non dimostrata relazione che intercorrerebbe fra l'esercizio di una tale attività e il preoccupante aumento dei contagi da Covid-19 nella nostra regione". I presidi in un documento sottolineano che l'aumento dei contagi "è invece sensibilmente correlato, come lo stesso Presidente Emiliano aveva già riconosciuto nel motivare le due precedenti ordinanze nn. 307 e 399, al ‘notevole aumento dell'utilizzo dei mezzi pubblici registrato in concomitanza della riapertura delle scuole'; ad una causa, cioè, esterna alle attività scolastiche".

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