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"Sintomi molto diversi": ecco cosa succede con Omicron

Tutto il mondo è ora in allarme per la diffussione della variante B.1.1.529 del virus SarS-CoV2, comunemente ribattezzata Omicron. A cercare di fare un po' di ordine e ristabilire una certa calma è la presidente della Associazione dei medici del Sudafrica, Paese da dove arriva la mutazione, la dottoressa Angelique Coetzee, che afferma di considerare prematuro parlare di una prossima crisi di carattere sanitario.

Dopo il primo caso europeo di variante identificato in Belgio, ed il panico scaturito dopo la notizia dei 61 passeggeri provenienti dal Sudafrica risultati positivi all’aeroporto di Schiphol di Amsterdam (anche se non si è ancora a conoscenza se si tratti o meno di mutazione B.1.1.529), anche l'Italia ha registrato il suo primo paziente positivo con una sequenza riconducibile alla Omicron, residente in Campania.

Secondo la dottoressa Coetzee cedere all'allarmismo e parlare di crisi sanitaria è però prematuro, in quanto in Sudafrica la situazione non è affatto critica. "Può essere che sia altamente contagiosa, ma finora i casi che vediamo sono estremamente lievi", ha infatti spiegato. "Forse tra due settimane avrò un’opinione diversa, ma questo è quello che stiamo vedendo. Quindi siamo seriamente preoccupati? No. Siamo preoccupati e guardiamo cosa sta succedendo", ha aggiunto. Aspettare, dunque, prima di parlare di crisi e generare allarme. Il cittadino campano risultato positivo alla variante Omicron, vaccinato fra l'altro con due dosi, presenta sintomi lievi.

Nella sua intervista concessa al Telegraph, Angelique Coetzee racconta che già da giorni nella clinica privata da lei gestita a Pretoria si stavano presentando dei pazienti con sintomi non proprio riconducibili al Covid, cosa che l'aveva in effetti portata a pensare ad una variante. Nessuna perdita di gusto ed olfatto, ad esempio, quanto piuttosto senso generale di affatticamento ed una leggera tachicardia. "I loro sintomi erano molto diversi e lievi rispetto a quelli che avevo curato in precedenza", ha ribadito. La preoccupazione, certamente, rimane per le persone anziane o vulnerabili, ha aggiunto la dottoressa.

"Ciò di cui ci dobbiamo preoccupare è che le persone più anziane e senza vaccino si infettino con la nuova variante. E se non sono vaccinate, vedremo molte persone con forme gravi della malattia", ha quindi concluso la dottoressa, che ha poi fatto presente che la situazione vaccinale in Sudafrica (solo il 6% degli over-65 è stata vaccinata), è comunque molto diversa da quella Europea, dove una grossa fetta di popolazione ha già ricevuto il siero.