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Italy

Smog e polveri sottili in Piemonte? Colpa della sabbia del Sahara

Qui andrà inserito il messaggio del Direttore, esempio:

"Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze.... "

Maurizio Molinari ABBONATI A LA STAMPA

TORINO. Vecchie auto a gasolio e a benzina (e a volta anche quelle più recenti, tipo gli Euro 5), ma anche caldaie, stufe e camini a pellet e legna. Tutto questo incrementa il livello di polveri sottili nell'aria, come l'qualcosa di insolito e inaspettato. L’incremento di polveri si è avuto a causa della terra rossa proveniente dal Sahara. Avete capito bene. Ad affermarlo è l’Arpa, l’Agenzia regionale di protezione ambientale, non un ente qualsiasi.

Ecco cosa scrive: «Negli ultimi due giorni il nordovest italiano è stato interessato da un fenomeno di trasporto di polvere e di sabbia dal Sahara, favorito da un flusso meridionale in quota associato alla presenza di una vasta circolazione depressionaria localizzata tra la Spagna, il Marocco e l’Algeria». Anche le immagini dal satellite della Nasa (il NASA-MODIS) evidenziava con chiarezza la nube fosca che, giovedì 23 gennaio, approcciava le coste tirreniche e affacciate al Mar Ligure. «Il fenomeno ha interessato tutto il Piemonte e in particolar modo le aree alpine occidentali, ed è stato prontamente registrato sia dagli strumenti di misura che di previsione delle qualità dell’aria di Arpa». 

Nella stazione di Ceresole Reale, installata nei pressi della diga di Ceresole a 1620 m sul livello del mare, lontana da fonti emissive e caratterizzata da un valore medio annuo di particolato PM10 pari a circa 10 ug/m3, le concentrazioni giornaliere di PM10 sono passate dal valore di 5 ug/m3del 21 gennaio, ai 14 ug/m3 del 22 gennaio, fino ai 47 ug/m3 del 23 gennaio. 

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