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Soccorso alpino (VIDEO), in Veneto quasi 1000 persone salvate, in 2 però mancano all’appello. Ecco i numeri del 2019

VENETO. Anche il 2019 è stato un anno movimentato per gli uomini e le donne del soccorso alpino veneto impegnati complessivamente in 908 interventi, in leggera diminuzione rispetto al 2018 (-4,32%). Allo stesso tempo però sono aumentate le persone soccorse: il 41.8% circa degli interventi riguarda illesi, ovvero 429, mentre 530 sono stati i feriti. Purtroppo risultano ancora 2 dispersi e i decessi sono stati 44, molti meno rispetto ai 62 del 2018. Inoltre nel 40% dei casi si è reso necessario l’intervento dell’elicottero.

Un lavoro portato avanti in stretta sinergia con le centrali operative del Suem 118 della Regione del Veneto di Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza: “Il lieve calo degli interventi in parte è sicuramente il frutto della costante informazione fatta in questi ultimi anni” afferma del presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto, Rodolfo Selenati. Attività indirizzate prevalentemente agli escursionisti, “che nella nostra statistica hanno un'incidenza del 51.10% nel totale di tutti gli interventi effettuati”, aggiunge Selenati.

Infatti l'escursionismo si conferma come la disciplina più coinvolta nei soccorsi, “un’attività dove si annidano anche i comportamenti più a rischio”: buona parte degli interventi è richiesta per motivi dovuti alla mancata preparazione fisica e psicofisica, perdita dell’orientamento, incapacità (32.50%). Mentre cadute e scivolate riguardano il 36.70%, solo l’8.50% i malori. Per quanto riguarda gli altri incidenti si sono verificati sugli sci (8%, lo scialpinismo rappresenta il 2% degli interventi), alpinismo 7.10% e alle ferrate 5.30%, che sono in aumento.

Proprio per evitare questi incidenti che Selenati consiglia, prima di programmare un’escursione, di informarsi sulle corrette abitudini, condizioni meteo, lunghezza e difficoltà del percorso da affrontare, in relazione anche alla propria preparazione e condizione fisica, sempre utili munirsi di una cartina oltre che di uno zaino dove riporre tutta una serie di oggetti utili.

Un pensiero va anche alla tempesta di vaia che si è abbattuta con particolare violenza proprio fra Trentino-Alto Adige e Veneto: “Nei primi sei mesi dell'anno abbiamo convissuto con un territorio post Vaia – spiega Alex Barattin della Delegazione Dolomiti Bellunesi – con la presenza di molti operatori impegnati nelle riparazioni e di alcuni escursionisti 'curiosi', che hanno originato recuperi inusuali nel territorio deturpato, in mezzo agli schianti”.

Infine, si segnala la felice collaborazione messa in piedi i partner delle aree di confine, Bergrettung di Alto Adige e Austria, Cnsas del Trentino-Alto Adige, per uno scambio continuo di informazioni e pratiche mirate al miglioramento degli interventi e all'utilizzo delle nuove tecnologie.

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