Mario Draghi rompe gli indugi e chiude con i leader della maggioranza la partita dei sottosegretari. Con un'accelerazione invocata dal premier e dal suo braccio destro Roberto Garofoli, i rappresentanti delle forze politiche che sostengono il governo hanno fatto pervenire oggi l'elenco dei nomi. Le designazioni sono così finite nell'ordine del giorno del consiglio dei ministri convocato per deliberare sui funerali di Stato per l'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi in Congo.

Il puzzle più diffiicile quello dei 5 Stelle, alle prese con i desiderata di molti uscenti e la netta riduzione dei posti a disposizione. Dubbi fino all'ultimo, ma stando alle indiscrezioni per i grillini dovrebbero essere confermati Giancarlo Cancelleri ai Trasporti, Alessandra Todde allo Sviluppo economico, Manlio Di Stefano agli Esteri, Giampaolo Sineri alla Salute, Laura Castelli all'Economia. Carlo Sibilia agli Interni. New entry Rossella Accoto al Lavoro, Dalila Nesci (Sud), Anna Macina (Giustizia), Barbara Floridia (Istruzione) e Ilaria Fontana (Ambiente).

Per la Lega ecco il ritorno di Claudio Durigon, poi Massimo Bitonci, Rossano Sasso, Lucia Borgonzoni, Tiziana Nisini, Vannia Gava e Barbara Saltamartini. Fuori i due nomi che Salvini aveva proposto per gli Interni, Nicola Molteni e Stefano Candiani.

In Forza Italia ci sarebbero Giorgio Mulè, Francesco Paolo Sisto, Paola Binetti, Gilberto Pichetto Fratin, Francesco Battistoni e Deborah Bergamini. Anche le nomine del centrodestra possono essere ritoccate al fotofinish, in un quadro di incertezza e contasti interni che ha caratterizzato le scelte di tutti i partiti.

Nel Pd dovrebbe entrare a sorpresa la senatrice di Barletta Assuntela Messina, in una lista con molte donne: fra le altre Marina Sereni (Esteri) e Anna Ascani (Istruzione). L'ex ministro Enzo Amendola dovrebbe rientrare come sottosegretario fuori dall'elenco del Pd ma in quota "tecnica".

Il governo si appresta dunque a partire con la squadra al completo. L'economista Carlo Cottarelli, già premier incaricato nel 2018, è stato chiamato dal ministro Renato Brunetta a collaborare ai lavori sulla semplificazione burocratica e la riforma della pubblica amministrazione.