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Stop al ddl Zan, l’Arcigay di Milano insorge: “Vergognoso, domani manifestazione all’Arco della Pace”

L’Arcigay di Milano ha fatto sapere che è stata indetta per domani una manifestazione di protesta contro l’affossamento del ddl Zan contro l’omotransfobia. Il disegno di legge è stato definitivamente bloccato oggi in Senato e per altri sei mesi non potrà esserne presentato uno che tratti lo stesso argomento.

Dopo lo stop in Senato al ddl Zan, insorge la comunità LGBTQ+ di Milano. L'Arcgay locale ha definito "vergognoso" l'operato dei senatori proclamando una manifestazione contro "la politica che sfrutta la paura e l'ignoranza per affossare una legge di civiltà". L'appuntamento è fisato per domani, giovedì 28 ottobre, all'Arco della Pace di Milano dove già qualche mese fa era andata in scena una grande manifestazione a sostegno del disegno di legge.

L'Arcigay: Una manifestazione per urlare il nostro sdegno

In una nota diffusa dall'Arcigay firmata dal presidente Fabio Pellegatta, si legge che "il ddl Zan è stato fermato" perché "la politica ha avuto paura". Per questo motivo si è rivolto a tutti i cittadini a sostegno del ddl invitandoli a "scendere in piazza per dire ‘vergogna' a chi ha giocato sulla nostra pelle usando il pretesto della paura". La nota si conclude dando appuntamento a domani insieme ai Sentinelli e al Coordinamento Arcobaleno. Quest'ultimo racchiude gruppi e associazioni LGBTQIA+ di Milano. La manifestazione di domani ha l'obiettivo di "urlare il nostro sdegno ma anche a portare avanti progetti che facciano capire a tutt* che non c'è nulla di cui aver paura e che l'odio non è un'opinione". Pellegatta si è quindi congedato sollecitando tutti a far sentire la propria voce per favorire una società laica, inclusiva, giusta e libera.

Affossato il ddl Zan: 15 franchi tiratori nella Maggioranza

Il blocco al ddl Zan è arrivato a seguito dell'approvazione della cosiddetta tagliola. Con il voto segreto è stata approvata la proposta di non passaggio all'esame degli articoli del ddl Zan con 154 voti a favore e 131 contro. Due gli astenuti. Secondo quanto fatto trapelare dalla Maggioranza, rappresentata da Partito Democratico, Movimento 5 stelle, Italia Viva e Liberi e Uguali, è che mancherebbero 15 voti all'appello. Quindi franchi tiratori ancora sconosciuti.