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Tamponi, flop nelle Asl: farmacie prese d’assalto

TORINO. Tamponi rapidi, debutto in sordina: in tutto il Piemonte non hanno superato i 180.

Parliamo dei test rapidi che la Regione permette di fare, presso gli hotspot delle Asl, a pagamento, per supportare il sistema delle farmacie. Così ogni weekend, questo è il primo. Difficile dire quanto abbia pesato il deficit di informazione da parte dei cittadini e quanto la modalità di pagamento preventivo, non semplicissima: il costo, 15 euro, e va pagato tramite il portale regionale www.salutepiemonte.it. Entrambe le cose, probabilmente.

Sta di fatto che anche ieri il maggior numero delle richieste si è scaricato sul sistema delle 1.600 farmacie piemontesi. Fanno fede i dati inseriti nel bollettino Covid che la Regione emette ogni giorni, in cui si dà conto di tutti i tamponi eseguiti: molecolari e antigenici, presso le Asl, i centri privati, i medici di base e, per l’appunto, le farmacie. Ieri l’Unità di crisi regionale ha comunicato 214 nuovi casi di persone risultate positive al virus, pari allo 0,4% di 52.866 tamponi eseguiti, di cui 47.591 antigenici: dei 214 nuovi casi, gli asintomatici sono 142 (66,4 %).

Numeri mai visti nella nostra Regione, dove gli ospedalizzati registrano minime variazioni, -3 in terapia intensiva, +5 nei reparti ordinari . Ieri sono state vaccinate 18.781 persone: a 7.867 è stata somministrata la seconda dose, a 5.332 la terza dose. Tra i vaccinati, in particolare, sono stati 1.341 i 12-15enni, 2.900 i 16-29enni, 2.508 i trentenni, 2.626 i quarantenni, 2.201 i cinquantenni, 675 i sessantenni, 191 i settantenni, 588 gli estremamente vulnerabili e 4.342 gli over 80. Dall’inizio della campagna sono state inoculate 6.273.493 dosi, di cui 2.870.126 come seconde e 109.506 come terze,

In aumento gli accessi diretti presso gli hub vaccinali: +44% rispetto allo scorso sabato. Buono il bilancio dell’ennesimo Open Day presso l’hub del Valentino: 550 vaccinati (160 gli accessi diretti).

Insieme ai tamponi, e agli accessi diretti, l’effetto Green Pass moltiplica le polemiche anche tra i medici e gli infermieri: non perché costoro siano contrari al vaccino, anzi, ma perché ritengono legittimamente di avere cose più importanti da fare che controllare i certificati dei colleghi.

Chiara Rivetti, segretaria Anaao Assomed Piemonte, è perentoria: «I controlli vengono proposti, anche se parzialmente, nei reparti con onere del controllo demandato ai direttori di struttura (i primari) che a loro volta possono delegare ai propri collaboratori. In tempo di carenza di personale, di sovraccarico orario, di dimissioni in massa, di liste di attesa, assegnarci il ruolo di controllori, quotidiani e ripetuti, di Green Pass appare al limite del grottesco Per di più, il personale controllato per legge dovrebbe essere tutto vaccinato. Un medico, il mattino dovrebbe entrare in sala operatoria o visitare e non certo togliere tempo ai pazienti per controllare i certificati».

Dello stesso avviso gli infermieri. «Non bastava controllare parenti e visitatori, ora dovremmo controllarci anche tra di noi, togliendo ulteriore tempo alle funzioni proprie per le quali si è chiamati ad operare, assumendoci inoltre, compiti e responsabilità non nostre - commenta Francesco Coppolella, NurSind Piemonte -. Non è ammissibile che ogni volta che il governo introduce una nuova norma, questa debba essere senza risorse».

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