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Tesla e non solo: gli Usa indagano sugli incidenti con pilota automatico

La National Highway TrafficSafety Administration ha aperto 36 indagini relative ad altrettanti incidenti stradali in cui sarebbero implicati i software a bordo delle auto per l’assistenza alla guida. Trenta di queste sono concentrate sul marchio di Elon Musk

di Redazione Tecnologia

Che Tesla avesse qualche grosso problema con il «pilota automatico» di bordo non è una novità, confermata da alcuni incidenti anche mortali accaduti negli ultimi anni. La conferma arriva dalla americana National Highway TrafficSafety Administration (Nhtsa), l’autorità regolatoria per la sicurezza sulle strade, che ha aperto 30 indagini su altrettanti incidenti che hanno coinvolto veicoli Tesla. Dal 2016 a oggi sono state 10 le vittime, con il sospetto che sia convolto l’Autopilot, il sistema di guida automatico della casa di Elon Musk. Già escluso però dalla Nhtsa da almeno tre dei 30 casi presi in esame.

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Alla fine di maggio era arrivato la nota di Tesla che avvisava come una delle telecamere delle auto sarebbe stata utilizzata per controllare i conducenti. Nello specifico, tra le note presenti nell'ultimo aggiornamento del sistema operativo delle auto si legge: «La telecamera nell'abitacolo montata sopra lo specchietto retrovisore interno adesso può rilevare se il conducente è disattento durante l'uso dell'Autopilot e avvertirlo». Una mossa che appare preventiva ora, alla luce delle indagini formalizzate negli Stati Uniti, anche se di fatto riguarda solo i nuovi modelli di Tesla - Model 3 e Model Y - perché i precedenti non dispongono della telecamera interna.

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Le inchieste - che di fatto si concentrano sulla possibile pericolosità dei software di bordo per l’aiuto alla guida - non sono riservate al solo marchio d’auto di Elon Musk. La Nhtsa ha aperto altre sei indagini su altrettanti incidenti dove sono coinvolti sistemi di assistenza automatica. Due di queste indagini riguardano veicoli a marchio Cadillac, altre due - per un totale di quattro incidenti dove non sono coivolti feriti - rispettivamente una Lexus RX450H e una Navya Arma. I restanti due hanno coinvolto veicoli Volvo XC90, tra cui l’auto di prova a guida autonoma di Uber Technologies che ha investito e ucciso una donna in Arizona nel 2018. Il provvedimento dell’amministrazione americana avviene in un clima di freddezza nazionale nei confronti dei «piloti automatici»: mercoledì scorso il Comitato per il Commercio del Senato aveva votato contro un’accelerazione nell’adozione delle auto a guida autonoma.

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