Greg non ripete il miracolo. Dopo l’argento negli 800 stile, Paltrinieri, campione olimpico dei 1500 a Rio e unico sopravvissuto di quella finale brasiliana, a Tokyo deve cedere la corona: è quarto il nuotatore di Carpi (in 14'45"01) nella maratona vinta dall’americano Robert Finke (14'39"65) che doppia il titolo vinto sugli 800. Argento all'ucraino Mykhailo Romanchuk (14'40"66) e 3° il tedesco Florian Wellbrock (14'40"91).

"Sarà una gara combattuta, in finale andremo anche più forte e qualcuno resterà deluso” aveva detto Greg alla vigilia della gara. “Quindi dovrò capire come fare: dovrò stare attento, sarà difficile e lo metto in conto, ma ci proverò”. Il 26enne di Carpi, che nel maggio 2020 aveva lasciato Ostia dopo 10 anni per dedicarsi al fondo con Fabrizio Antonelli a Roma, ci ha provato: primo fino ai 250 metri, cede 2° ai 300, poi 3° ai 450, 4° ai 550. Ma si tiene nei pressi del gruppo che al comando si alterna alla guida finché il timone non lo prende stabilmente Wellbrock. Gregorio naviga 4°, ma comincia a perdere un po’ di terreno intorno ai 1150, nelle ultime due vasche e negli ultimi 50 crolla e lascia andare la battaglia degli altri”. Finke, 3° quasi tutto il tempo, accelera come fosse un velocista. Per Greg ora il fondo, mercoledì 4 agosto con la 10 km.

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29 Luglio 2021

Entrata in finale col 3° tempo (8'17"32), per Simona “la cosa più difficile è stata metabolizzare il risultato dei 1500 che non mi aspettavo”. L acampionessa europea col triplete a Glasgow 2018 e Budapest nel maggio scorso vincendo 400, 800 e 1500 stile libero, tesserata con l’Aniene e allenata da sempre da Christian Minotti, si era detta dopo la delusione nei 1500: “Ho un'altra possibilità fortunatamente e devo sfruttarla. Se ci metto testa e cuore posso fare bene. Mi sono voluta rimettere in gioco con gli 800, che sono la gara che preferisco, nella finale tante avversarie forti. La gara precedente è andata e adesso non è il momento di pensare agli errori commessi e alla gastroenterite, ma di mettere tutta me stessa in questa nuova finale. L’Olimpiade è una gara diversa da tutte le altre. perché ognuno ci mette un po’ di più, la cattiveria. Dovrò farlo anche io". Lo ha fatto.