Dodici anni di carcere è la richiesta che la procura di Torino ha formulato nei confronti di Mohamed Safi, il 37enne di origini tunisine che nel 2019 sfregiò con una bottiglia rotta la fidanzata di 43 anni. L'uomo è processato per tentato omicidio.
L'aggressione si verificò nel quartiere Barriera di Milano. Safi, che nel 2007 aveva ucciso la sua compagna dell'epoca a Bergamo, era detenuto con permesso di lavoro esterno tutti i giorni in un bistrò con l'obbligo di rientrare in cella entro le due di notte. La 43enne, secondo quanto è stato ricostruito, gli aveva detto che intendeva troncare la relazione.


La donna, infatti, aveva scoperto che Safi, conosciuto sei mesi prima nel locale in cui lui lavorava, era stato condannato per omicidio. L'aggressione è avvenuta all'una di notte del 18 ottobre 2019: i due si trovavano insieme sul tram "4" in corso Giulio Cesare e quando sono scesi, vicino alla casa della donna, lui l'ha aggredita alle spalle colpendola con una violenza tale da sfregiarle completamente il volto. Con ogni probabilità voleva anche sgozzarla: è stata solo una pesante sciarpa, che la vittima teneva avvolta in torno al collo, a salvarle la vita.