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Tredicesimo corteo No Green Pass, frizioni interne tra anarchici ed estrema destra

In una Torino che si prepara al ballottaggio di domani tra il candidato sindaco del centrosinistra Stefano Lo Russo e quello del centrodestra Paolo Damilano, e con un Salone del Libro strapieno nella sua seconda giornata, va in scena un’altra manifestazione contro il Green Pass obbligatorio sui luoghi di lavoro. Alcune centinaia di persone hanno sfilato per le vie cittadine nel 13° corteo organizzato contro il certificato verde.

Partita da piazza Castello, come ogni sabato, la manifestazione si è snodata lungo via Po, corso san Maurizio, piazza Vittorio, per poi tornare al punto di partenza. Un percorso senza obiettivi sensibili visto quel che è successo qualche giorno fa a Roma con l’assalto della sede nazionale della Cgil.

Al corteo ha partecipato anche Stefano Saija, dirigente nazionale di Forza Nuova, indagato a Torino per apologia di fascismo e a Roma per istigazione a delinquere per un comunicato pubblicato subito dopo l’assalto al sindacato. Una partecipazione, quella di Saija, che in qualche modo serve all’estrema destra a recuperare la guida delle contestazioni al Green Pass dopo la discesa in campo degli anarchici che hanno tolto visibilità al movimento politico.

E proprio tra estrema destra e antagonisti si è avuto l’unico momento di frizione della manifestazione. E’ successo quando dal palco un’anarchica ha espresso solidarietà a quanti sono stati coinvolti nello scontro e sono stati oggetto di cariche da parte della polizia, aggiungendo: «Non facciamoci strumentalizzare dalle destre». Tanto è bastato perché un militante di Forza Nuova ha urlato: «La destra è qua e per i fatti di Roma in carcere ci siamo noi, scendi». A riportare la calma tra le due anime della piazza ci ha pensato uno dei leader del No Paura Day, Serena Tagliaferri, che ha invitato la piazza a ritrovare l’unità e a continuare «in una protesta che è di tutti, basta bisticciare tra di noi». Stessa posizione assunta dal leader de “La Variante Torinese”, Marco Liccione, che dal palco ha ammonito i partecipanti: «Le ideologie dividono, ci danno dei fascisti, dei comunisti, chi se ne frega: dobbiamo essere uniti: la nostra lotta va al di là delle ideologie».

Il corteo lungo le strade di Torino non ha registrato ulteriori momenti di tensione. Al termine della manifestazione è stato lo stesso Liccione ad annunciare che da lunedì «molti di noi saranno a Genova per dare una mano nella protesta dei portuali». Anche se un’altra manifestazione si svolgerà a Torino.

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