La senatrice Donatella Conzatti: "Serve indagare i profili giuridici della vicenda dopo che poco più di un anno fa il governo centrale ha esercitato i poteri sostitutivi affinché la Regione Puglia avesse una legge elettorale con doppia preferenza di genere"

TRENTO. "In Trentino si sta consumando un fatto molto grave, l'abrogazione della doppia preferenza di genere". Questo il commento della senatrice Donatella Conzatti (Italia Viva) che è intenzionata a interessare i ministri competenti per un intervento a riguardo. "Una legge, questa, che garantisce nel nostro Paese il rispetto del principio costituzionale della parità di accesso alle cariche elettive".

Nella Quarta commissione della Pat nelle scorse ore si è consumato un ulteriore strappo tra maggioranza e minoranza. I consiglieri d'opposizione, Alex Marini (Movimento 5 stelle), Paolo Zanella (Futura), Ugo Rossi (Azione) e Sara Ferrari (Partito democratico), hanno lasciato l'Aula e interessato il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, per "manifestare disappunto, atto indecente di prepotenza istituzionale" (Qui articolo).

"Non è mai accaduto che il Trentino utilizzasse la propria specialità per fare peggio di molte altre Regioni. Se la doppia preferenza di genere così come l’esposizione alternata di candidati e candidate verranno contestualmente abrogate, il territorio da Provincia di eccellenza diventerebbe fanalino di coda nella parità in campo elettorale".

Da qui la decisione di interrogare con urgenza i ministri competenti per "indagare i profili giuridici della vicenda dopo che poco più di un anno fa il governo centrale ha esercitato i poteri sostitutivi affinché la Regione Puglia avesse una legge elettorale con doppia preferenza di genere", conclude Conzatti.

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