Italy

Trump, l’audio rubato e la sfuriata di Pompeo: saga dell’impeachment

Esce «il tribuno» Schiff, entra «mastro» Cipollone. Al Senato americano la saga dell’impeachment continua svogliatamente anche il sabato in diretta tv. Dopo i primi tre giorni dedicati alla presentazione dell’«accusa», guidata dal presidente della Commissione Intelligence della Camera dei Deputati Adam Schiff, oggi comincia il turno della «difesa». Si attende una breve apparizione di Pat Cipollone, il legale della Casa Bianca, in attesa che (la settimana prossima) arringhino gli avvocati big pro-Trump: Alan Dershowitz e Kenneth Starr (il grande accusatore di Bill Clinton ai tempi del Sexgate).

La giuria

Più che ai sonnacchiosi 100 senatori (da tempo decisi a schierarsi in base agli ordini di scuderia, con i Repubblicani - che sono in maggioranza - tutti compatti per l’assoluzione di Donald Trump), il duello tra accusa e difesa si rivolge soprattutto al pubblico (degli elettori) a casa (11 milioni di americani hanno seguito i lavori del primo giorno).

L’accusa

Nell’ora del prime time Schiff ha letteralmente «implorato» i senatori a condannare Trump per il cosiddetto Ucraina-gate. Alla fine di un appassionato discorso di 67 minuti, il deputato democratico della California a capo dei sette «impeachment manager» della Camera ha parlato del rischio di infliggere «una ferita infinita a questo Paese» per generazioni a venire. L’accusa si focalizza soprattutto sul tentativo di Trump di «ostruzione della giustizia». Un presidente può dire che in base all’articolo 2 della Costituzione «può fare quello che vuole» infischiandosene del Parlamento? Se permettiamo questo, fa capire Schiff, è minacciato il fondamento stesso di una democrazia basata sulla divisione (e il rispetto) dei poteri.

«Dittatore»

Uno dei sette «manager» dell’accusa, il deputato democratico Jerrold Nadler eletto a New York, ha detto chiaramente che Trump si è comportato da dittatore «abusando del suo potere e ostruendo le indagini del Congresso». «Per lui conta solo il suo volere. E’ un dittatore. Questo non deve continuare».

La sfuriata di Pompeo

La differenza di strategia si vede a occhio nudo ai tavoli del Senato. Pile di faldoni e documenti su quelli riservati all’accusa, poche cartelle e una documentazione «snella» ai banchi della difesa. Stringi stringi, la linea Trump si basa fondamentalmente su quello che il Segretario di Stato Mike Pompeo ha ribadito in una filippica privata rivolta a una giornalista troppo ardita della radio pubblica Npr: «Non ha capito che agli americani non gliene frega un ca... dell’Ucraina?». Il caso in poche parole: il presidente l’anno scorso ha bloccato aiuti militari a Kiev, già decisi dal Congresso, proponendo di fatto un «quid pro quo». Se l’Ucraina gli avesse fatto «il favore» di indagare sugli affari del figlio di Joe Biden, suo rivale politico in vista delle presidenziali, Trump avrebbe sbloccato quei 391 milioni di dollari di aiuti.

Sfida alla giornalista con la cartina muta

Mary Louise Kelly, colonna storica e autorevole di Npr, ha raccontato il dietro le quinte di un’intervista registrata ieri mattina. In nove minuti di incontro al Pentagono, Kelly ha chiesto cnto a Pompeo anche dell’ambasciatrice Usa in Ucraina Marie Yovanovitch, rimossa bruscamente dall’incarico nel 2019. «Ho sempre difeso pubblicamente tutti i membri della mia squadra», ha risposto Pompeo, che da «ministro degli Esteri» è responsabile della diplomazia Usa. «Può dirmi quando ha difeso in pubblico l’ambasciatrice Yovanovitch?», ha insistito la giornalista. Pompeo ha chiuso il discorso ribadendo genericamente quanto detto in precedenza. Poi, alla fine dell’incontro, quando Kelly stava per andarsene, l’ha fatta chiamare nel suo soggiorno privato. E le ha fatto una sfuriata «durata praticamente quanto la precedente intervista», ha raccontato la reporter. Pompeo ha usato parole volgari, facendo volare i «fuck» nella stanza: «Agli americani non importa un ca.. dell’Ucraina». Il Segretario di Stato ha sfidato Kelly: «Lei non sa neanche dov’è l’Ucraina. Saprebbe indicarla su una mappa?». «Sì», è stata la risposta. Pompeo allora si è fatto portare una cartina muta con tutti i Paesi del mondo, e Kelly gli ha correttamente indicato l’Ucraina.

L’audio rubato a Trump

Chi l’ha detto che gli americani non sono interessati all’Ucraina? Il presidente stesso, per esempio, l’anno scorso era parecchio interessato. Ieri è stato consegnato alla Camera dei Deputati un audio in cui si sente la voce di The Donald che parla durante un incontro off the records. «Liberatevi dell’inviata in Ucraina. Fatelo!» dice Trump. L’audio, che si riferisce proprio all’ambasciatrice Yovanovitch, proviene da un ex collaboratore di Rudolph Giuliani, l’avvocato personale di Trump che si è mosso in Ucraina come una sorta di super-ambasciatore ombra.

Pasquale e il presidente

Certo tutto è cambiato, ora. Minimizzare è la parola d’ordine. E contrattacco: i democratici hanno scatenato una caccia alle streghe per eliminare il presidente eletto dagli americani. Sarà la linea di Pasquale Cipollone, 54 anni, dieci figli, fervente cattolico, consigliere legale della Casa Bianca. Famiglia di immigrati italiani, papà operaio e mamma casalinga, Cipollone è cresciuto nel Bronx. Classi e quartieri diversi, ma stessa città: un newyorkese come Donald Trump. Da «top lawyer» della Casa Bianca, dicono che sia meno «resistente» dei suoi predecessori ai voleri del capo. Qualche dubbio?

Football news:

Conte su 4:3 con Fiorentina: impressionato dall'attacco Dell'Inter. Ci mancava l'equilibrio, per questo abbiamo pagato
Zidane su 3:2 con Betis: il Real può migliorare e diventare. Un gioco impegnativo, ma creduto nella vittoria fino alla fine
Dest ha detto addio ai giocatori di AJAX e oggi volerà a Barcellona (Gerard Romero)
Vidal ha debuttato per L'Inter in una partita con la Fiorentina
Barcellona prenderà in considerazione la candidatura Zinchenko, solo se lascia Firpo
L'arbitro dopo VAR per fallo su Jović ha rimosso il difensore Betis Emerson
Lampard ha sostituito Kep, ma ha ottenuto 0-3 dal West Brom nel primo tempo. Poi il Chelsea si è riunito e ha dato una rimonta del fine settimana: solo gli alunni hanno segnato