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Tutti in coda verso le seconde case: la montagna spera in un mini esodo

I perché dei nostri lettori

Mio padre e mia madre leggevano La Stampa, quando mi sono sposato io e mia moglie abbiamo sempre letto La Stampa, da quando son rimasto solo sono passato alla versione digitale. È un quotidiano liberale e moderato come lo sono io.

Mario

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Perché mio papà la leggeva tutti i giorni. Perché a quattro anni mia mamma mi ha scoperto mentre leggevo a voce alta le parole sulla Stampa. Perché è un giornale internazionale.Perché ci trovo le notizie e i racconti della mia città.

Paola, (TO)

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Anonimo

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Ho comprato per tutta la vita ogni giorno il giornale. Da due anni sono passato al digitale. Abito in un paesino nell'entroterra ligure: cosa di meglio, al mattino presto, di.... un caffè e La Stampa? La Stampa tutta, non solo i titoli....E, visto che qualcuno lavora per fornirmi questo servizio, trovo giusto pagare un abbonamento.

Sandro, Garlenda (SV)

Dopo ore di incertezza scandite da «si può» e «non si può» per raggiungere le seconde case, nel pomeriggio di ieri, è arrivata la conferma dal nuovo dpcm. Si possono raggiungere le abitazioni delle vacanze anche fuori regione. Il testo del nuovo decreto stabilisce come: «È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione» e, a dispetto del decreto sulle misure varate per le festività natalizie, non è specificato il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione. Ma attenzione. Il divieto di viaggi oltre confine resta in vigore per ogni altro tipo di spostamento che non sia per motivi di necessità, lavoro, studio o salute. Anche i bar e i ristoranti potranno lavorare solo con l’asporto. E domani scenderanno di nuovo in piazza per protestare.

L’apertura sulle seconde case è una buona notizia per chi ha in previsione di raggiungere le vallate del Torinese anche in vista delle vacanze di carnevale. Dove le semplici passeggiate all’aria aperta, le ciaspolate, una discesa con bob o slitta e le gite di sci alpinismo stanno richiamando gli orfani dello sci, ma anche nuovi appassionati.

«Per noi è fondamentale che le persone possano venire nelle loro seconde case visto che si parla di oltre 20mila presenze in totale – riflette Gianni Poncet, il sindaco di Sestriere dove, ieri pomeriggio, i carabinieri sono dovuti intervenire per bloccare una festa abusiva al “Tabata” con un centinaio di giovani -. Perché, in un modo o nell’altro, pure se gli impianti sono chiusi, servono anche a garantire un po’ di ossigeno alle circa 180 attività commerciali che prosperano sul territorio».

Ieri Roberto Vaglio, al timone dell’amministrazione di Cesana, ha fatto un giro per il suo paese, anche proprio per tastare la situazione commercio. «Ho visto pochissima gente – ammette – le uniche problematiche le abbiamo registrate in Val Thuras dove ciaspolatori e pellisti hanno parcheggiato le macchine in maniera un po’ disordinata. Non ci resta che attendere gli affezionati dalla Lombardia e dalla Liguria, anche se vedo molta incertezza». Un po’ di movimento lo creano gli sci club. «Certo, anche perché, fino ad ora, ci sono state belle giornate e, se uno ha una casa qui e può venire certo che non perde l’occasione» - riflette Francesco Avato, il primo cittadino di Bardonecchia dove, ieri, in centro, per qualche ora, è davvero sembrato, mascherine a parte, di respirare una parvenza di normalità.

«Il guaio è che, con questi decreti, si è creata una confusione terribile – sbotta Mauro Meneguzzi, sindaco di Sauze d’Oulx, località che il quotidiano britannico “The Telegraph” ha addirittura inserito nelle venti stazioni sciistiche top al mondo e che può contare su ben 7mila seconde location -. Sapesse quante persone mi hanno contattato per sapere come dovevano comportarsi e io non so mai cosa consigliare. Perché, da un giorno all’altro cambia tutto, e qui siamo davvero disorientati». Sospira: «Seconde case raggiungibili o meno da noi non è arrivato un centesimo di ristori e, alcune famiglie che lavoravano nell’indotto dello sci, non ce la fanno più. Infatti ci stiamo attivando per capire come possiamo dare una mano con le nostre risorse». In questa direzione, proprio ieri, il primo cittadino di Pragelato Giorgio Merlo, ha lanciato l’iniziativa, che è poi un appello al governatore Alberto Cirio, di aprire una «vertenza montagna» con il governo per ottenere aiuti. «Non c’è più tempo da perdere – scrive Merlo - sempre che non si ci voglia limitare a prendere atto del fallimento di centinaia di piccole medie aziende e di gettare a mare migliaia di posti di lavoro riconducibili all’industria della neve».

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