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Twitter conferma: il 20 gennaio l’account istituzionale @POTUS passerà da Trump a Biden

Anche Twitter esclude l’ipotesi di un secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca. Nonostante le ripetute accuse di irregolarità nel voto dello scorso 3 novembre, infatti, il tycoon e i suoi legali, capitanati dall’ex sindaco di New York Rudy Giuliani, non hanno ancora prodotto prove a sostegno delle loro tesi. Non a caso, in tutti i territori contesi i ricorsi fin qui presentati dall’ormai ex presidente Usa sono stati respinti sul nascere. Il noto social network ha quindi deciso di «spodestarlo» dall’account istituzionale@POTUS (acronimo che sta, appunto, per President Of The United States) anche qualora dovesse continuare a non riconoscere la propria sconfitta. In questo senso, il trasferimento del profilo allo staff di Joe Biden avverrà puntuale il 20 gennaio, giorno in cui il neoeletto giurerà da nuovo presidente e si insedierà nello Studio Ovale.

La conferma ufficiale

@POTUS non sarà l’unico account a cambiare proprietario. La stessa sorte toccherà infatti alle altre pagine incluse nel «pacchetto presidenziale» di Twitter, vale a dire @FLOTUS (riservata alla first lady), @VP (quella del vicepresidente) e @WhiteHouse. A confermarlo venerdì a Politico è stato il portavoce della piattaforma Nick Pacilio: «Twitter si sta preparando attivamente a supportare la transizione degli account Twitter istituzionali della Casa Bianca il 20 gennaio 2021 – ha detto –. Come abbiamo fatto per la transizione presidenziale del 2017, questo processo viene svolto in stretta consultazione con la National Archives and Records Administration (agenzia indipendente del Governo federale incaricata di conservare i più rilevanti documenti storici, ndr)». Sulla stessa linea anche Facebook, che ha fatto sapere alla Reuters: «Nel 2017 abbiamo lavorato sia con l’amministrazione Obama che con la nuova amministrazione Trump per assicurarci che la transizione dei loro account Facebook e Instagram avvenisse perfettamente il 20 gennaio, e ci aspettiamo di fare lo stesso anche adesso».

Ritorno alla normalità

Oltre che alla luce delle polemiche post elettorali, il fatto è degno di nota anche perché Trump in questi cinque anni ha fatto di Twitter il suo mezzo di comunicazione preferito, ideale per rivolgersi al mondo senza passare attraverso i media tradizionali, di cui nutre completa sfiducia. Tuttavia va precisato come il suo account di riferimento sia sempre stato quello personale, @realDonaldTrump, attualmente seguito da 88,9 milioni di follower (58.625 tweet totali da marzo 2009, il record giornaliero – 200 – risale al 5 giugno scorso). Con i suoi «soli» 32,9 milioni di follower, dunque, @POTUS è stato generalmente adoperato solo per i retweet. Anche @realDonaldTrump, comunque, risentirà del verdetto delle urne. Come illustrato qui, infatti, il profilo perderà tutti suoi i privilegi, tornando a essere equiparato a quello di un utente «normale». Eventuali nuovi contenuti controversi incontreranno quindi molta meno tolleranza da parte della piattaforma, che non considerandoli più di interesse pubblico potrà arrivare perfino a cancellarli. Nuovi ricorsi all’orizzonte?

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