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Ue: "Navalny sia liberato subito". Washington a Mosca: conseguenze se muore

Ieri l'allarme della portavoce dell'oppositore: è in fin di vita

Il dissidente russo è in sciopero della fame nel carcere di Pokrov, oggi l'appello della figlia Dasha: portatelo da un medico. Suoi sostenitori convocano proteste di piazza per il 21 aprile

18 aprile 2021

"L'Unione europea è profondamente preoccupata per le notizie secondo le quali la salute del politico dell'opposizione russa Alexei Navalny in carcere continua a peggiorare. Chiediamo alle autorità russe di garantirgli l'accesso immediato ai medici di cui si fida. Le autorità russe sono responsabili della sicurezza e delle condizioni di salute di Navalny in carcere, a cui chiederemo conto". Così, in una nota, Josep Borrell, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, per conto dell'Unione Europea. Secondo quanto riferito dal suo portavoce, il dissidente russo, in sciopero della fame nel carcere di Pokrov, "è in fin di vita". Nelle scorse ore, l'appello della figlia Dasha, affinché venga visitato da medici.

"L'Ue continuerà a chiedere il suo rilascio immediato e incondizionato - prosegue Borrell - poiché consideriamo la sua condanna motivata da ragioni politiche e contraria agli obblighi internazionali della Russia in materia di diritti umani. A questo proposito, ci aspettiamo anche che la Russia adempia ai suoi obblighi ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, compreso il rispetto della misura provvisoria della Corte europea dei diritti dell'uomo per quanto riguarda la natura e la portata del rischio per la vita del sig. Navalny".

L'Unione europea aveva condannato "l'avvelenamento di Navalny con la massima fermezza" e aveva "imposto sanzioni nell'ottobre dello scorso anno a sei alti funzionari russi e a un ente coinvolto nel tentativo di assassinio".

"Il caso Navalny - prosegue Borrell - non è un incidente isolato, ma conferma un modello negativo di riduzione dello spazio per l'opposizione, la società civile e le voci indipendenti nella Federazione Russa". In tal senso, l'Ue "continuerà a chiedere alla Russia di indagare urgentemente sul tentativo di assassinio tramite avvelenamento di Navalny in piena trasparenza e senza ulteriori ritardi, e di cooperare pienamente con l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) per garantire un'indagine internazionale imparziale".

Il caso sarà sul tavolo dei ministri degli Esteri Ue domani a Bruxelles. Lo ha reso noto il ministro tedesco Heiko Mass alla Bild.

Gli Usa: conseguenze se Navalny muore
"Abbiamo comunicato al governo russo che quello che succede a Navalny mentre le autorità russe lo  hanno in custodia è loro responsabilità, e verranno considerate  responsabili dalla comunità internazionale". Così il consigliere per la Sicurezza Nazionale di Joe Biden, Andrew Sullivan, ha specificato di aver comunicato a Mosca "che vi saranno conseguenze se Navalny  muore" in carcere. "Stiamo valutando una diversa serie di misure che potremmo imporre, ma non le comunicherò pubblicamente in questo momento", ha aggiunto intervistato dalla Cnn. 

Mosca: non si permetterà che muoia in prigione
Non si lascerà che Navalny muoia in prigione. A dirlo alla Bbc l'ambasciatore della Russia nel Regno Unito, Andrey Kelin, che assicura che ci si occuperà del trattamento medico di Navalny e sostiene che il vero scopo delle richieste di aiuto medico dell'oppositore di Vladimir Putin sia di "attirare l'attenzione".

Sostenitori di Navalny convocano proteste di piazza per il 21 aprile
I sostenitori di Navalny hanno convocato proteste in tutta la Russia per mercoledì prossimo, il 21, subito dopo il discorso alla nazione di Vladimir Putin. "E' tempo di agire, qui non si tratta solo della libertà di Navalny, ma della sua vita", ha scritto in un post su Facebook Leonid Volkov.

Ieri l'allarme della portavoce: è in fin di vita
Aleksei Navalny rischia un arresto cardiaco "da un momento all'altro": la sua salute si sta rapidamente deteriorando, avvertono i suoi medici chiedendo accesso immediato al dissidente, il più famoso detenuto della Russia. Dal 31 marzo, l'oppositore del presidente Putin è in sciopero della fame per chiedere un trattamento medico adeguato per il mal di schiena e l'intorpidimento di mani e gambe che lo affliggono in carcere.

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