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«Un fronte comune nell’Unione serve per il futuro dell’ospedale»

L'appello dell'M5s. E stasera si riunisce la commissione con invitati i vertici dell'Ausl

CASALGRANDE. Si sposta a Casalgrande la discussione sul futuro dell’ospedale Magati. Stasera alle 20.30, nella sala consiliare del municipio in piazza Martiri della Libertà, è in programma una seduta della commissione Politiche socioassistenziali dedicata alla struttura sanitaria distrettuale con sede a Scandiano.

Del riassetto del Magati e della tanto attesa riapertura del Pronto soccorso parleranno anche i tre relatori invitati: la direttrice generale dell’Ausl Cristina Marchesi, il direttore del distretto sanitario scandianese Marco Ferri ed Erio Scalabrini, direttore della struttura complessa di unità internistica multidisciplinare dell’ospedale. Sarà possibile seguire in diretta i lavori della commissione sul canale Youtube del Comune.



L’incontro è stato voluto dall’amministrazione (retta da una lista civica e non dal centrosinistra, come invece accade in buona parte della zona) dopo una prima sessione similare andata in scena ieri sera a Scandiano. Il tema riguarda ovviamente l’intero territorio ed è molto sentito a Casalgrande, quarto Comune più popoloso della provincia e legato da sempre, per questioni di distanza, a Scandiano.

Durante il consiglio comunale scandianese è stata approvata all’unanimità una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle in cui si chiedeva l’impegno del Comune per una riapertura completa del Pronto soccorso e per il mantenimento dell’automedica.

Il punto di primo intervento, chiuso dalla partenza dell’emergenza pandemica nel marzo 2020, dovrebbe essere riattivato a fine febbraio con 12 ore diurne, in avvio; la rete provinciale delle automediche potrebbe invece in futuro essere riorganizzata, terminata l’allerta Covid, contestualmente a una revisione dei servizi ospedalieri.

«La nostra iniziativa è stata ispirata dal timore che attraversa l’intera comunità del distretto; abbiamo voluto dare corpo a questo sentimento collettivo attraverso un atto che formalizzi una netta presa di posizione da parte del nostro Comune. Ci auguriamo dunque che questa iniziativa possa estendersi su tutto il territorio dell’Unione affinché un documento simile venga sottoscritto da ogni singola amministrazione», spiegano i 5 Stelle casalgrandesi.

Del Magati torna a parlare anche il consigliere di minoranza scandianese Angelo Santoro, il primo ad attivarsi sul tema. «Sono sempre di più i pazienti disperati che una volta avevano un punto di riferimento al Magati e dal medico di base, ora costretti a fare percorsi costosi per dare risposte ai loro malanni: la scelta se correre negli ambulatori medici a pagamento o al Pronto soccorso del Santa Maria è diventata quasi un’abitudine», sostiene portando la questione sul piano economico. «Se a tutto ciò aggiungiamo l’emergenza pandemica, che pare non finire mai, e la mancanza di medici, è davvero una situazione in codice rosso per la sanità distrettuale. Peraltro, parte dei medici va in pensione non per accudire i nipotini, ma per lavorare nelle strutture private: due cose che si sarebbero potute e dovute prevedere... Altro che aggrapparsi alla speranza di “assoldare” personale medico straniero attraverso le cooperative».

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