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Unicredit, Orcel: l’Italia è cruciale per il gruppo. Al vertice un nuovo team di 15 top manager

banche

di Fabrizio Massaro

Il nuovo ceo di Unicredit, Andrea Orcel, cambia l’organizzazione della banca, primo passo del rilancio dell’istituto di cui è alla guida da quasi un mese in vista del piano industriale che presenterà nel secondo semestre. L’Italia torna al centro della banca e viene semplificata la struttura di top manager che ha in mano le redini del gruppo, con la prima linea che scende da 27 a 15 dirigenti riuniti in un «group executive committee» (Gec). L’Italia in particolare — è spiegato nella nota pubblicata martedì mattina — è posizionata «come geografia autonoma, riflettendone l’importanza cruciale per il gruppo, onorandone le radici, l’essenza e lo spirito che caratterizzano le origini di UniCredit». A capo dell’Italia è stato indicato Niccolò Ubertalli.

La semplificazione

Un elemento rilevante è l’eliminazione della figura del co-head, che era stata una della cifre dell’impianto di governo dell’ex ceo Jean Pierre Mustier, così da creare «team più coesi». Altro punto chiave della riorganizzazione dell’istituto è l’integrazione ulteriore di tecnologia e digitalizzazione «come fattori chiave di successo con chiara attribuzione di ruoli e responsabilità», spiega la nota dell’istituto. Ai ceo dei paesi vengono affidate «le leve manageriali per gestire al meglio la geografia di competenza valorizzando le sinergie e le best practice tra le varie linee di business. Italia, Germania, Europa Centrale ed Orientale costituiscono le aree geografiche a diretto riporto del Ceo» mentre l’investment banking opererà traversalmente nei vari paesi.

La spinta sul digitale

«Quando sono stato nominato amministratore delegato», spiega Orcel nella nota, «ho promesso che una delle mie prime priorità sarebbe stata la riduzione della complessità e la semplificazione della struttura organizzativa. Oggi potete osservare il primo passo in questa direzione: razionalizzazione del business, chiarimento dei ruoli cardine dell’organizzazione e aumento del senso di responsabilità per assicurare risultati migliori ai nostri stakeholder». Confermata anche la spinta nel «ritmo della digitalizzazione affinché la tecnologia e i dati fossero insiti in ogni decisione e oggi annunciamo una nuova divisione Digital per assicurare una piena integrazione di essi come elementi chiave del nostro Dna», continua Orcel.

le radici italiane

Per il rilancio del business, ha sottolineato Orcel, «è fondamentale che riconosciamo le nostre origini e radici culturali che ci hanno formato ed è per questa ragione che rendiamo l’Italia una geografia autonoma al fianco di Germania, Europa Centrale e Orientale. Sono ben consapevole che le nostre persone saranno il motore del successo di UniCredit e oggi annunciamo anche una più ampia funzione di People & Culture che ci permetterà di attrarre e sviluppare i migliori talenti per trasformare la Banca. Questo è solo il primo passo di un programma ambizioso volto a realizzare il pieno potenziale di UniCredit. Ci permetterà di passare da un periodo di ridimensionamento ad uno di crescita sostenibile e profittevole».

I 15 top manager del gruppo

Del comitato esecutivo di gruppo, oltre a Orcel, fanno parte Niccolò Ubertalli (head of Italy), Michael Diederich (head of Germany ), Gianfranco Bisagni (head of Central Europe), Teodora Petkova (head of Eastern Europe), Richard Burton (head of Corporate & Investment Banking), Stefano Porro (chief financial officer), Annie Coleman (group people & culture officer), Jingle Pang (group digital & information officer, oggi ad interim a Daniele Tonella), Ranieri de Marchis (group operating officer), Fiona Melrose (head of group strategy & optimisation), Joanna Carss, (head of group stakeholder engagement), TJ Lim (group risk officer), Serenella De Candia (group compliance), Gianpaolo Alessandro (group legal officer). I nuovi innesti nel gruppo sono Melrose, Carss, Coleman e Pang.

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