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San Cesario. Foto, video e arte nell’essenza tra uomo e natura

Si chiama “Anatomia dell’Essere” ed è un progetto di Elena Annovi di San Cesario sul Panaro, artista e danzatrice performer a livello internazionale e di Enrico Maria Bertani di Vignola, fotografo e musicista, un percorso che indaga l’affascinante relazione uomo-albero attraverso la fotografia, l’espressività corporea e il racconto filmico.

SAN CESARIO Un percorso di indagine sul rapporto tra Uomo e Albero, una ricerca creativa che vuole abbracciare l’uomo e la natura partendo dall’osservazione dell’elemento dell’albero, indagandone le analogie, i rapporti e le emozioni attraverso gli occhi, il corpo e la relazione con gli altri.


Si chiama “Anatomia dell’Essere” ed è un progetto di Elena Annovi di San Cesario sul Panaro, artista e danzatrice performer a livello internazionale e di Enrico Maria Bertani di Vignola, fotografo e musicista, un percorso che indaga l’affascinante relazione uomo-albero attraverso la fotografia, l’espressività corporea e il racconto filmico. «Portare avanti un progetto significa imparare, col tempo, fase dopo fase, nuove forme di dialogo.

L'inizio è puro entusiasmo un po' inconsapevole, l'idea può essere vaga o anche ben a fuoco ma tutto si discute in termini di prospettiva, di possibilità; poi si sceglie un modo, una "via" e si agisce in ragione di quella scelta. La mappa della ricerca è iniziata dagli Alberi Monumentali come punti di riferimento ma si sta aprendo ad un concetto più ampio che comprende il bosco nella sua complessità – spiegano Elena ed Enrico - La ricerca è stata concepita come un progetto multidisciplinare che coinvolge la fotografia, il racconto filmico, la performance, per svilupparsi poi in un progetto di arte condivisa, in continuo interscambio con le persone che si avvicineranno ad Anatomia dell’Essere».


Per ora la sezione più attiva è quella fotografica e potrete trovare le due opere serigrafate della serie Anatomia dell’Essere al concept store “El camino del Solo” di Spilamberto in esposizione temporanea (www.elcaminodelsol.it).


La mostra completa si potrà visitare invece a settembre in occasione del Festiva della Fiaba e nel 2022 ci saranno altri appuntamenti che integreranno anche la sezione video e soprattutto quella performativa che in questo periodo non ha potuto prendere vita per la situazione che tutti conosciamo. «Io ed Enrico collaboriamo insieme da moltissimi anni ma questa è la prima volta in cui scriviamo un progetto a quattro mani – racconta Elena - Ciò che ci interessa è la ricerca creativa che vuole abbracciare l’Uomo e la Natura partendo dall’osservazione dell’elemento dell’Albero.

L’intento è quello di indagare e portare testimonianza del processo emotivo e creativo che si innesca attraverso l’osservazione , il contatto e la condivisione per sfociare nel gesto artistico. Siamo sicuri - affermano Elena ed Enrico - che il profondo rinnovamento interiore di ogni essere umano, in particolare in un periodo estremamente complicato come quello che stiamo attraversando, possa passare da un ritrovato rapporto intimo e spirituale con queste sagge, longeve e preziose forme di vita». Per la stampa delle opere, Elena ed Enrico hanno coinvolto Medulla, realtà modenese meravigliosa che si occupa di serigrafia con colori completamente naturali.

«L’incontro è stato davvero sinergico – dicono gli artisti - abbiamo potuto riconoscere diverse affinità nell’approccio alla creazione di opere d’arte; sapere che chi vorrà sostenerci potrà acquistare un’opera del tutto artigianale e coerente con la filosofia del progetto ci riempie di soddisfazione. Con Medulla abbiamo deciso di stampare in serigrafia il logo di questo progetto e un trittico di tre alberi solitari della nostra regione».


Una stampa molto particolare quella di Medulla che prevede la realizzazione dei colori esclusivamente con elementi naturali ricostruendo in parte le regole arcaiche e tradizionali dettate da Cennino Cennini ne "Il Libro dell'Arte" (fine XIV). «Il nero utilizzato per Anatomia dell'Essere è ricavato da una miscela di estratto di clorofilla, robbia, indaco e grafite – dice Elena - Non esistendo un nero "profondo" in natura bisogna ricavarlo bilanciando altri pigmenti, con una precisione che deve rimanere dentro al decimo di grammo, se la miscelazione non viene perfetta il nero virerà verso un altro colore.

La carta utilizzata è un 350 g Favini Crush, una carta ecologica che sostituisce parte della cellulosa con sottoprodotti di lavorazioni agro-industriali, materie prime che vengono salvate dalla discarica per la produzione di questa carta, in questo caso scarti di mais».
È possibile seguire l’evoluzione del progetto sul Canale Telegram “Anatomia dell’Essere” e sul sito elenaannovi.wixsite.com/anatomiadellessere —
 

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