Il democratico Joe Biden ha ribadito l'intenzione di approntare un provvedimento che conceda l'amnistia totale e un percorso legale per la cittadinanza all'intera popolazione statunitense di immigrati irregolari, e di sottoporre tale piano al Senato federale entro i primi 100 giorni della sua amministrazione presidenziale. Intervistato dall'emittente "Nbc News", Biden ha ribadito cosi' uno dei piu' controversi impegni assunti nel corso della campagna elettorale che ha preceduto le elezioni del 3 novembre. Nei mesi scorsi Biden ha piu' volte stimato in "11 milioni di persone" la popolazione degli immigrati irregolari presenti negli Stati Uniti: un calcolo esatto e' pero' impossibile, e diversi studi ipotizzano che tale popolazione ammonti invece a 22 milioni di persone. Ieri l'ex vicepresidente Usa ha ammesso che "parte del piano dipendera' dal tipo di cooperazione che potro' o non potro' ottenere dal Congresso": i Repubblicani potrebbero infatti mantenere la maggioranza al Senato, dopo il ballottaggio in programma in Georgia, che assegnera' i due seggi ancora vacanti.

Nelle scorse settimane diversi senatori repubblicani hanno segnalato di essere disponibili a lavorare con Biden ad una riforma globale del sistema dell'immigrazione, che le profonde divisioni politiche interne al Congresso hanno impedito di concretizzare negli scorsi anni. L'ipotesi di una regolarizzazione di massa degli immigrati presenti illegalmente nel paese e' pero' osteggiata dai conservatori, che paventano un ribaltamento permanente degli equilibri politici nazionali in favore dei Democratici, ed evidenziano le difficolta' scontate gia' oggi dai lavoratori statunitensi: 24,5 milioni di cittadini Usa sono attualmente disoccupati o sottoccupati, e la competizione dei lavoratori stranieri a basso costo in arrivo nel paese - in media lo Stato federale concede oltre 2,5 milioni di green card e permessi di lavoro ogni anno - e' una delle ragioni alla base del consenso ancora goduto dal presidente Donald Trump.