Washington - "Sulla Cina, Donald Trump ha avuto spesso ragione". Lo dice colui che sarà con ogni probabilità il nuovo capo della diplomazia americana, Anthony Blinken. Designato da Joe Biden come futuro segretario di Stato, Blinken sta passando in queste ore i consueti esami al Senato, che deve ratificare le nomine più importanti del presidente. In uno scambio con i senatori repubblicani, Blinken ha confermato le attese: sui rapporti con Pechino non ci sarà una rottura da un'Amministrazione Usa all'altra. La continuità da Trump a Biden è evidente in vari aspetti: dall'analisi della minaccia cinese nella sfida tecnologica, alla preoccupazione per la prepotenza manifestata da Xi Jinping nei mari limitrofi, o verso Taiwan, alla condanna netta per gli abusi contro i diritti umani a Hong Kong e nello Xinjiang.

Blinken è un veterano della politica estera americana, sempre di fede democratica, e come tale riflette fedelmente un'evoluzione che coinvolge tutto l'establishment del partito di Biden. Sulla Cina la revisione delle analisi e dei giudizi è stata drastica, in senso negativo, già negli ultimi anni del secondo mandato di Barack Obama. Blinken nell'audizione al Senato ha preso le distanze non dalla sostanza ma dai modi usati da Trump e dal suo segretario di Stato Mike Pompeo. Pur approvandone alcune misure specifiche - per esempio le sanzioni per gli abusi contro gli uiguri musulmani - il segretario di Stato in pectore ha promesso che sotto la sua guida gli Stati Uniti avranno una diplomazia più "umile", cioè più rispettosa degli alleati. Per contenere l'espansionismo cinese, per contrastare le minacce alla sicurezza dell'Occidente che vengono dallo spionaggio o dal 5G o dalla cyber-guerra, per aggiustare squilibri commerciali insostenibili, il metodo Biden-Blinken punta a coinvolgere tutti gli alleati in una vasta coalizione, mentre Trump-Pompeo spesso avevano usato un approccio unilaterale. Ultima convergenza significativa: Blinken parlando al Senato ha approvato anche l'uccisione del generale iraniano Soleimani, avvenuta un anno fa ad opera di un drone americano.