Italy

Vacanze, per 6 famiglie su 10 niente ferie. Per 4 di loro è la prima volta

estate 2020

di Isidoro Trovato

Sei famiglie su dieci (58,3%) quest’anno non andranno in vacanza e per quattro di esse sarà la prima volta. È la conseguenza, impietosa, dei danni (anche economici) causati dal Covid-19 Dopo il mesi di lockdown infatti quest’anno gli italiani vivranno un’estate del tutto atipica: al 21,2% di chi non andava abitualmente in vacanza si aggiunge il 37,1% di coloro che ci rinunceranno per la prima volta. E se la ragione è prevalentemente economica (41%), un buon terzo (31,5%) è invece frenato dalle preoccupazioni per la salute e dalle restrizioni imposte alla vita sociale e allo svago. Segue il 14,6% di chi sceglie di rinviare il viaggio a quando potrà scegliere liberamente la meta e il 12,6% di chi le ferie ha dovuto usarle durante il lockdown.

Vacanze brevi e in Italia

Sono alcuni dei risultati dell’ultimo « Termometro Italia»sulle famiglie realizzato da Innovation Team, società di ricerca del Gruppo Cerved, tra i principali operatori italiani nella gestione del rischio di credito. Rilevazioni freschissime, raccolte via telefono e web a inizio luglio per monitorare l’evoluzione della crisi da Covid19 sui 26 milioni di nuclei familiari italiani, attraverso le risposte di 500 famiglie che sono state analizzate statisticamente in funzione di area geografica, tipologia e professione della principale fonte di reddito. Non solo si partirà di meno: sette famiglie su dieci modificheranno le abitudini estive. A quel 37,1% che per la prima volta rimarrà a casa si somma infatti il 32,9% di coloro che sceglieranno mete differenti, in particolare (59%) località italiane invece del consueto viaggio all’estero, oppure luoghi meno affollati (34,2%), alloggi più isolati (25,7%) o la seconda casa (8,4%). In generale saranno vacanze più brevi, anche perché in molti (26,8%) avranno meno giorni di ferie. Appena l’8,8% farà come ha sempre fatto.

Lavoratori autonomi quelli più in crisi

Il budget sparito per le vacanze estive è naturalmente conseguenza dell’impatto della crisi sui redditi delle famiglie. Una situazione che resta pesante ma con segnali di miglioramento rispetto ai mesi scorsi: diminuiscono coloro che vedono ridotto il loro reddito (dal 74,5% di aprile al 66,7% di luglio), tuttavia aumentano i nuclei familiari che devono fare un ricorso massiccio ai risparmi (dal 18,6% al 24,3%) su un 55,3% che deve comunque intaccarli. Particolarmente colpite restano le famiglie le cui entrate si basano sul lavoro autonomo: 8 su 10 hanno subìto una significativa riduzione del reddito, addirittura drammatica per il 27,3%, e 7 su 10 hanno utilizzato i risparmi, il 36,1% in modo consistente. Per il 60,8% degli autonomi la ripresa è insoddisfacente, nel 28% dei casi sono ancora con il lavoro bloccato.

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