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Vaccini, Conte: "Faremo causa anche ad Astrazeneca". In Italia 3,5 milioni di dosi anziché 8, prima consegna il 15 febbraio

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non nasconde la sua preoccupazione. Il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri hanno incontrato i rappresentanti di AstraZeneca che hanno confermato il taglio del 60 per cento delle consegne previste per il primo trimestre. "Promuoveremo azioni legali anche contro di loro", dice Conte. Il premier affida il suo pensiero a Facebook: "I rallentamenti delle consegne dei vaccini costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all'Italia e agli altri Paesi europei, con ricadute dirette sulla vita e la salute dei cittadini e sul nostro tessuto economico-sociale già fortemente provato da un anno di pandemia. Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni".Ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale".

Prima consegna di Astrazeneca il 15 febbraio

La prima consegna del vaccino di AstraZeneca, se otterrà il via libera dall'Ema il 29 gennaio, dovrebbe essere fatta il 15 febbraio.  Le altre due consegne sarebbero invece previste per il 28 febbraio e il 15 marzo. Entro fine marzo l'azienda annuncia di essere in grado di consegnare solo 3,4 milioni di dosi, Ed entro fine marzo saranno complessivamente 15 milioni, se tutto va bene, le dosi che saranno in possesso dell'Italia, una enorme riduzione sul programma che obbliga il governo a rivedere l'intero piano di vaccinazione.

La carenza delle siringhe ad hoc per i vaccini


Non solo le dosi, al momento di Pfizer e, nel prossimo futuro, anche di AstraZeneca. Adesso, stando alla denuncia di alcune regioni, mancherebbero anche le siringhe di precisione louer lock che permettono di estrarre la sesta dose da ogni fiala di vaccino Pfizer. E con quelle normali, secondo i centri vaccinali, non si riuscirebbe a sfruttare tutto il siero contenuto in ogni fiala. "Non mancano 'dosi' di vaccino Pfizer, ma le siringhe di precisione che permettono di estrarne la quantità giusta non sono proporzionate alle fiale: se avessimo quelle potremmo sempre avere sei dosi per fiala e non 5, così come ha suggerito l'Aifa, e tentare di colmare il gap". Ecco la denuncia di alcuni centri vaccinali di diverse Regioni (tra cui Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna), che segnalano per questa settimana il mancato arrivo delle siringhe di precisione (per la Calabria invece il problema è stato riscontrato la settimana precedente) da parte della struttura commissariale per l'emergenza.

(ansa)

La replica del commissario Arcuri

Il commissario per l'emergenza Arcuri replica: "E' falso che siano state mandate ai Centri vaccinali meno siringhe di precisione. In questa settimana si è provveduto a distribuire un numero inferiore di siringhe per la banale ragione che Pfizer ci ha inviato un numero inferiore di fiale di vaccino. Cosa che proseguirà anche la prossima settimana poiché arriveranno il 20 % per cento di fiale in meno rispetto a quanto comunicato" . Arcuri polemizza: "Pur comprendendo che possa esistere la volontà di distogliere l'attenzione dei cittadini dalla vera notizia che in questi giorni attenta al corretto proseguimento della campagna di vaccinazione in Italia, ovvero la mancata fornitura da parte di Pfizer delle fiale di vaccino destinate al nostro Paese,  dopo aver letto dotte disquisizioni sul numero di dosi per fiala (6 anziché 5) ora apprendiamo che il problema sarebbe tornato ad essere la mancanza di siringhe di precisione". Conclude Arcuri: "Voglio rassicurare che, quando riprenderà la regolare distribuzione di vaccini,  non saranno certo le siringhe a mancare".

La solidarietà tra le Regioni per garantire la seconda dose

La questione, tra le altre, è al centro dell'incontro tra le Regioni, il ministro Speranza e il commissario Arcuri nel quale deve essere definito il piano di redistribuzione dei vaccini che già da lunedì dovrebbe garantire, con un meccanismo di solidarietà, che tutte le regioni abbiamo almeno scorte sufficienti per il richiamo delle persone che hanno già ricevuto la prima dose e devono avere inoculata la seconda alla scadenza delle 21 settimane. Sarà la struttura commissariale ad indicare alla Pfizer la modifica delle spedizioni che, tra lunedi e martedì, arriveranno alle singole regioni. Sepre lunedì le Regioni riceveranno anche un nuovo quantitativo, 66.000 fiale, da Moderna.

AstraZeneca in attesa del via libera

Si attende invece l'approvazione, da parte di Aifa, del vaccino di AstraZeneca per ridisegnare il nuovo piano della campagna vaccinale che dovrà subire gioco forza delle modifiche alla luce delle carenze di fiale sul quantitativo previsto. Per il primo trimestre anche AstraZeneca ha infatti annunciato un taglio del 60 per cento per problemi di produzione agli impianti europei. E si attende anche di sapere se l'uso del vaccino di AstraZeneca sarà esteso a tutte le fasce di età o solo agli under 55. 

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