Italy

Vaccini, Lucio Rovati: «Raddoppio l’investimento in Takis sull’antidoto italiano, ora un patto con lo Stato»

farmaceutica

di Daniela Polizzi e Alessandra Puato

Una quotazione al Nasdaq, 90 milioni su 100 ancora da spendere e lo sviluppo del secondo vaccino italiano dopo Reithera contro il Covid: quello con Takis, la biotech fondata da un gruppo di scienziati italiani provenienti dai laboratori nazionali di Merck, in cui vuole pi che raddoppiare l’investimento. fitta l’agenda 2021 di Lucio Rovati, 61 anni, laurea in Medicina, imprenditore farmaceutico fra i pi liquidi d’Italia che ha virato sulle biotecnologie. Presidente e direttore scientifico di Rottapharm Biotech, il centro di ricerche rimasto alla famiglia dopo la cessione della Rottapharm, Rovati aveva annunciato un piano di investimenti da 100 milioni sulle biotech un anno fa. Non rimasto fermo. Pu contare su un mercato in forte crescita per l’attenzione all’immunologia e alle terapie anti Covid 19, oltre che sulla grande calamita per le biotech: Wall Street.

I casi Philogen e Genenta

Se in Italia, infatti, si quotata quest’anno la Philogen delle famiglie Neri e Domp, Genenta — l’altra biotech nella quale hanno investito attraverso Mediobanca le famiglie imprenditoriali italiane, da Rovati a Luigi Berlusconi, da Renzo Rosso ai Branca, Doris, DeLonghi, Marzotto — data in atterraggio anche al Nasdaq. Ed al listino americano che intende debuttare il gruppo Stevanato, produttore di fiale per il vaccino anti Covid. Nel 2020 si sono quotate negli Usa cento biotech, il doppio del 2019: hanno incassato 152 miliardi contro i 65,8 dell’anno precedente. l la grande corsa e l’Italia si prepara. Una spinta indiretta viene dal premier Mario Draghi: La ricerca e l’industria italiana delle scienze della vita sono gi in prima linea in Europa e nel mondo — ha detto il 24 marzo al Senato — vogliamo che ci restino.

Il traino americano

Nell’ultimo anno Rovati ha investito una decina di milioni nelle biotech. entrato con circa 3 milioni ciascuna in due societ dell’oncologia, la spagnola Peptomyc e l’olandese InteRna Technologies, attraverso AurorA Science fondata con Francesco De Santis di Italfarmaco. Poi ha immesso 3,5 milioni in CoImmune: la societ per la terapia immunologica dei tumori con cervello italiano e gambe americane, che ora vorrebbe portare sul Nasdaq. Secondo stime di mercato potrebbe valere 200-250 milioni di dollari gi oggi, con prospettive pi alte. Vogliamo accelerare sulla quotazione al Nasdaq di CoImmune, se possibile entro dicembre, dice Rovati. Che precisa, per: La nostra base deve restare in Italia.

Monza e Bergamo

Nata dalla ricerca degli ospedali di Monza e di Bergamo, fusa con la startup americana Formula, CoImmune studia due tecnologie immuno-oncologiche. Una con il professor Andrea Biondi della Fondazione Tettamanti di Monza: una terapia mirata contro la leucemia linfoblastica acuta, basata sull’evoluzione della terapia cellulare Car-T. L’altro progetto americano, l’immunoterapia per il tumore al rene. Rovati ha investito in CoImmune attraverso la holding di famiglia Fidim, a fianco dei fratelli Aldo e Beppe Fumagalli (ex Candy), attraverso un club deal organizzato da Mediobanca, assistito dallo studio legale Nasaw. L’operazione ha coinvolto anche altri, come Renzo Rosso di Diesel, e il club deal ora ha il 30% della societ.

Le famiglie

Le famiglie italiane di imprenditori in questa fase sono particolarmente interessare a investire nel biotech, addirittura pi che nella tecnologia, perch la cura dei tumori ha un aspetto di responsabilit sociale, dice Angelo Vigan, a capo del Private banking di Mediobanca. Un esempio sono gli Angelini, che hanno investito in Moderna prima della corsa al vaccino, attraverso un fondo di venture capital. Il mercato Usa poi considerato premiante sui valori di Borsa dai banchieri che ormai definiscono il biotech un mega trend secolare.

La scelta del Nasdaq

Per debuttare sul Nasdaq, Rovati sta cercando investitori americani, con la consulenza di Mediobanca e, negli Usa, di Goldman Sachs. Vuole avviare entro l’anno il secondo round, centrato sugli Usa, per CoImmune, che ha chiuso in ottobre una raccolta da 46 milioni di dollari: Dieci milioni sopra l’obiettivo, questo ci ha consentito di pianificare lo sviluppo di due nuovi prodotti basati sulla tecnologia sviluppata a Monza. Hanno aderito investitori internazionali, soprattutto coreani, anche industriali come Scm LifeScience e Genexine.

Lavori in corso per Nanocell

C’ poi una quinta biotech nella quale Rovati valuta di entrare: l’olandese Nanocell Therapeutics guidata da Moritz Gerling, ex manager di Formula prima della fusione con CoImmune. stata fatta la due diligence con Mediobanca e Innogest, si pensa a un club deal che potrebbe investirvi 3 milioni per il 33%, per sviluppare terapie cellulari innovative.

Il supporto di Enea Tech

Dietro i piani d’espansione c’ per una variabile: la collaborazione con lo Stato. I privati su progetti cos vasti e strategici non possono bastare, dice Rovati. L’altra sua partita infatti quella sul vaccino italiano anti Covid, in sviluppo da Takis e previsto in arrivo a inizio 2022. Stiamo trattando con due aziende per produrlo, dice l’imprenditore (una la Acs Dobfarm, ad Anagni), che pensa a pi che raddoppiare l’investimento in Takis, la cui tecnologia potrebbe avere altri impieghi a partire dall’oncologia: Potremmo salire da tre a sette-otto milioni. Perci si candidato a ricevere un supporto pubblico da Enea Tech: la nuova fondazione, vigilata dal ministero dello Sviluppo, che investe nelle imprese tecnologiche anche con acquisizioni di capitale. Il tetto di 15 milioni a progetto, Rovati vorrebbe un impegno maggiore. Speriamo di concludere in fretta — dice —. Ho parlato con il ministro Giancarlo Giorgetti, gli abbiamo inviato il 23 marzo una memoria. Finalmente abbiamo trovato un interlocutore pubblico, con il governo Draghi vedo un ottimo scenario. Stiamo investendo parecchio, ma impossibile sviluppare un vaccino contro la pandemia senza un patto pubblico-privato. Il modello? Il Regno Unito. E gli Usa.

Football news:

Marcelo Biels: la vittoria della città sarebbe un risultato equo. Non sono stato io a battere Guardiola, ma i giocatori
Man City è rimasto a segnare 11 punti in 6 partite per diventare campione D'Inghilterra
Man City ha perso per la prima volta in 6 partite. La squadra è stata al massimo l'intero 2 ° tempo
Schuster sul preferito Clasico: il mio primo-abbiamo battuto il Real Madrid. Poi mi sono divertito a giocare a Clasico per Madrid
Klopp su man: le sue statistiche ora non possono essere chiamate belle, e lui ne è consapevole. Non mi Interessa la situazione
Independiente contro il razzismo-Top Clasico Dell'Argentina: ha brillato Aguero, ha combattuto i fratelli milito e Maradona ha lanciato bottiglie
Il giocatore di Leeds ha ricevuto un rosso diretto dopo VAR per rotolare sotto Jesus. City perde 0:1