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Vaccino antinfluenzale 2021, tutto quello che c'è da sapere

Sul vaccino antinfluenzale 2021 le regioni, come sempre, si stanno muovendo in ordine sparso: il Lazio è per esempio partito all’inizio di ottobre con la somministrazione, dove necessario, in combinata con la terza dose del vaccino anti-Covid. In Campania i medici di base hanno ricevuto le dosi già dalla fine di settembre. In Lombardia si è partiti il 7 ottobre, in Piemonte il 14, in Emilia-Romagna il 25 (come in Toscana). In Veneto, invece, si partirà il 2 novembre, in forte ritardo rispetto alle raccomandazioni del Ministero diffuse già lo scorso aprile: muoversi dall’inizio di ottobre per limitare la diffusione dell’influenza e favorire le diagnosi di Covid, evitando sovraffollamenti ambulatoriali e ospedalieri. 

Siamo dunque un po’ indietro con la tabella di marcia sul vaccino antinfluenzale 2021, anche se con uno scarto recuperabile, soprattutto in termini logistici visto che i medici di base si troveranno fra le mani tre differenti campagne: influenza, pneumococco e Covid. In più, se quest’anno non sembrano al momento emergere problemi in termini di forniture (ma lo scorso anno il Lazio, partito benissimo, alla fine di novembre si ritrovò a secco a causa di una mancata consegna di Sanofi, proprio nel pieno della campagna anti-influenzale, a novembre) un elemento di preoccupazione potrebbe essere aver di fatto saltato il virus della scorsa stagione. Le persone che non hanno contratto l’influenza con le varianti circolanti nella scorsa stagione sono moltissime, le stragrande maggioranza, per cui la platea dei vulnerabili è molto più ampia che in passato. 

(Photo by Leonardo Fernandez Viloria/Getty Images)

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In Italia sono disponibili vaccini antinfluenzali quadrivalenti che contengono due virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e due virus di tipo B. Ci sono per esempio quelli su colture cellulari, gli inattivati adiuvati, quelli ad alto dosaggio indicati per gli over 65, quello vivo attenuato che viene somministrato con spray intranasale (per bambini e ragazzi dai 2 ai 18 anni) introdotto la scorsa stagione e quello prodotto tramite la tecnologia del Dna ricombinante: si basa sulla produzione di una proteina di un agente infettivo senza utilizzare il microrganismo selvaggio, dai 18 anni in poi.

Chi deve fare il vaccino antinfluenzale? 

Sempre nella circolare dello scorso aprile il ministero ha spiegato che l’immunizzazione è indicata per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni. Tuttavia, la vaccinazione viene offerta attivamente e gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali corrano un maggior rischio di andare incontro a complicanze. Le categorie sono numerose:  si va dalle persone dai 6 mesi ai 65 anni con patologie che aumentino il rischio (come quelle a carico dell’apparato respiratorio o cardio-circolatorio, diabete, tumori, malattie congenite, epatopatie e molte altre) e loro familiari alle donne in gravidanza o che abbiano partorito da poco all’inizio della stagione epidemica passando per gli over 65 e gli individui in lungodegenza. La vaccinazione è, inoltre, raccomandata anche ai bambini non a rischio nella fascia di età 6 mesi-6 anni, fondamentalmente allo scopo di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani.

Ci sono poi alcune categorie più esposte che dovrebbero vaccinarsi: medici e personale sanitario, forze di polizia, vigili del fuoco, personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti fra gli altri) e i donatori di sangue. In tutti questi casi il vaccino antinfluenzale dovrebbe essere raccomandato e offerto gratuitamente, anche se l'individuo non appartiene ai gruppi di rischio clinici sopra specificati. Inoltre, «dopo aver vaccinato le categorie di popolazione eleggibili, laddove siano presenti scorte eccedenti di vaccino, è possibile offrirlo gratuitamente a chiunque lo richieda» spiega il ministero.

Gli altri possono vaccinarsi liberamente, pagando il costo del vaccino, dal proprio medico di base dopo aver acquistato il vaccino in farmacia oppure, in certe regioni come la Lombardia, anche negli istituti privati (costa circa 50 euro). Le vaccinazioni partiranno anche in farmacia (ma solo ai maggiori di 18 anni e anzitutto fra coloro che ne abbiano diritto gratuitamente). Per ogni iniezione il farmacista percepirà 6.16 euro e in farmacia dovrà essere presente un addetto al primo soccorso. Lo prevede la bozza di Protocollo d’intesa tra governo, regioni, Federfarma e Assofarm per la somministrazione in farmacia come previsto dal decreto Green Pass convertito in legge lo scorso settembre. Il testo dovrebbe essere siglato nei prossimi giorni.

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