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Vaccino, oggi si parte con i settantenni: sono 47 mila i piemontesi in attesa

È la settimana dell’attesissimo inizio delle vaccinazioni per i settantenni. Sono 47 mila i piemontesi tra 70 e 79 anni che hanno dato la loro pre-adesione alla campagna vaccinale e aspettano l’iniezione nello studio di 735 medici di famiglia o negli ambulatori delle Asl. Le prime iniezioni dovrebbero essere effettuate oggi, anche se è più probabile che il via effettivo sarà tra domani e dopodomani.

L’organizzazione è molto complessa. I farmaci di AstraZeneca, quelli su cui si baserà la campagna dei settantenni, vengono consegnati alle Asl. Dopodiché, volontari della Protezione civile li trasferiscono in cinque ospedali piemontesi: la Città della Salute e il Mauriziano a Torino e le strutture di Cuneo, Alessandria e Novara. È qui che i vaccini vengono preparati per poi essere consegnati ai medici di famiglia. Se ne occupano gli addetti delle farmacie ospedaliere. Devono aprire le confezioni, imbustare ogni singola fiala in sacchetti sigillati su cui indicano il numero del lotto e la scadenza, quindi i sei grossisti di farmaci presenti in Piemonte passano a ritirarle per portarle nei loro nove magazzini. Qui ce ne sono già mille pronte. Oggi, da mezzogiorno, le farmacie territoriali potranno iniziare a ordinarle in base alle richieste dei medici di famiglia e, già nel pomeriggio, i dottori potranno ritirare fiale, siringhe e aghi.

«Il nostro obiettivo — spiega uno di loro, Stefano Dinatale, di Caselle — è non tenere le dosi in frigorifero, anche perché la campagna deve procedere. Dobbiamo mettere in sicurezza le persone il più in fretta possibile. In base ai tempi di arrivo dei vaccini, vedremo se riusciremo a cominciare già oggi o domani o dopodomani, a partire dalla fascia 75-79 anni». Le operazioni, in ogni caso, si preannunciano lente. Oggi i medici riceveranno una fiala a testa, per effettuare dieci vaccini, anche se già martedì dovrebbe esserci una seconda fornitura da una o due fiale ciascuno per al massimo venti dosi. Lo stesso giorno, il governatore Alberto Cirio, sarà a Roma per chiedere al governo centrale di anticipare le nuove consegne di vaccini al Piemonte.

Venerdì le dosi di AstraZeneca nei nostri magazzini erano 106 mila, ma vanno destinate anche a personale scolastico e universitario, Forze dell’Ordine e Armate e ai richiami. «Non possiamo stimare in quanto tempo i settantenni saranno vaccinati — spiega la Regione — perché tutto dipende dalle forniture». Non a caso, ieri le somministrazioni effettuate sono state tremila in meno di sabato. «Le scorte sono agli sgoccioli — aggiungono dall’ente — e fino a mercoledì non sono previste altre consegne». Ma anche se le dosi a disposizione crescessero, i medici di famiglia stimano di non poter effettuare più di 25 iniezioni al giorno. «Credo — commenta il dottor Aldo Mozzone dalla Crocetta — che questo sarà il massimo che riusciremo a fare negli studi, contando quattro ore di lavoro quotidiane. Le altre devono essere dedicate al resto dell’attività clinica».

I tempi, dunque, restano un nodo importante. Soltanto da questi dipende il prosieguo della campagna vaccinale che dopo i settantenni riguarderà la fascia 65-69 anni. Ma i medici di famiglia sono convinti che vaccinare in punti messi a disposizione dalle Asl o dai Comuni permetterebbe di accelerare. «Perché lì ci sarebbero più professionisti al lavoro, con maggiore efficienza e senza rischi di interruzioni: se nello studio di un singolo dottore un paziente si sente male per paura o per ansia, c’é il rischio di dover sospendere la vaccinazione e buttare via le dosi», aggiunge Dinatale.

Ma, soprattutto nel Torinese, i punti vaccinali territoriali sono ancora pochi. Un altro nodo. A cui si aggiunge quello non ancora sciolto dei medici di famiglia che non vogliono vaccinare perché alle prese anche con la mancata tutela giuridica di questa loro azione che in altre parti d’Italia si è già trasformata in denunce in tribunale e avvio di cause penali e civili. Comunque per i circa 1.600 medici che non vogliono vaccinar, Cirio per coinvolgerli chiederà al governo una sburocratizzazione delle procedure.

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