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Variante Delta, Palù: "Solo una di quelle che richiedono attenzione"

18 giugno 2021 | 10.30

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Il presidente Aifa: "Variante non è sinonimo di pericolo imminente"

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Afp

Sulle varianti covid "le parole evocano pensieri e sensazioni, e spesse volte il termine variante è associato a un pericolo imminente ma non è così, si tratta di una naturale evoluzione dei virus. La variante Delta non è che una delle tante di queste varianti che preoccupano e che richiedono la nostra attenzione". Lo ha detto a Sky TG24 Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, ospite di ‘Buongiorno’.

"Quello che sappiamo - aggiunge - è che queste varianti vengono tenute a freno dagli anticorpi prodotti dalla stimolazione vaccinale. E in partico lare quello c he può avvenire è che ci sia una certa capacità di sfuggire a questo controllo, ma sappiamo che i titoli anticorpali, se sono molto alti, sono in grado di bloccare non solo l’infezione ma anche l’espressione della malattia. questo vale per tutte le varianti. Quella sudafricana sembra essere quella contagiosa e che sfugge meglio agli anticorpi. E’ importante la sorveglianza virologica, soprattutto nei focolai. e vorrei ricordare che l’incidenza bassa che abbiamo oggi è possibile fare un tracciamento ed identificare i focolai sul nascere bloccandoli e ricorrere alla quarantena, quindi al contenimento".

Per quanto riguarda la protezione dalle varianti con i vaccini, "gli studi sono stati condotti con quelli a mRna e dimostrano di essere molto efficaci".

"Devo dire che sono vaccini che hanno una facilità di allestimento per cui già si stanno provando e studiando questi vaccini che incorporano nel loro messaggio genetico anche le varianti. Probabilmente quando parleremo di una terza dose avremo già a disposizione questi vaccini. Gli studi sulla durata della protezione – ha ricordato Palù - si stanno accumulando di volta in volta, e quello che stiamo notando è che più studi dimostrano che gli anticorpi hanno una durata molto più lunga di quanto ci si aspettasse all’inizio. Ci sono ormai una ventina di studi che gli anticorpi neutralizzanti permangono anche fino a 11-12 mesi, ma ancora di più hanno vita lunga alcune cellule del sistema immunitario che sono depositarie della memorai immunitaria e nel caso venissimo di nuovo in contatto con il virus sono allertate e pronte per produrre una risposta in grado di neutralizzare il virus".

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