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Variante Omicron: un vicentino il primo caso in Veneto. Zaia: “Prevenzione, sequenziamento e massima allerta”

La variante Omicron del Covid 19 è stata sequenziata per la prima volta in Veneto nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. A darne notizia è lo stesso presidente della Regione, Luca Zaia.

Si tratta di una persona di sesso maschile, un 40enne residente nel vicentino, rientrata da un viaggio di lavoro in Sudafrica. Il paziente, che risulta vaccinato, è risultato negativo a un primo tampone fatto al rientro, ma, percependo alcuni leggeri sintomi, ne ha fatto un secondo, che ha dato esito positivo, evidenziando la variante Omicron al termine della sequenziazione.

Al momento è paucisintomatico, in quarantena a casa con la moglie e due figli. Di loro sono positivi la moglie e uno dei due figli, anch’essi risultati positivi al tampone e paucisintomatici. Per loro la sequenziazione è ancora in corso. Siamo in massima allerta su tutto il fronte – sottolinea Zaia – e questa novità, non bella ma attesa, dimostra che la rete dei controlli, dei tamponi e delle sequenziazioni funziona efficacemente. Stiamo esprimendo il massimo sforzo – aggiunge il Presidente – con una media giornaliera di circa centomila tamponi e con un sistema di sequenziazione efficiente come quello dell’Izs. Continueremo con questo sforzo di controllo e prevenzione che è stato, è, e sarà fondamentale”.

I primi sette casi di variante Omicron erano stati individuati in Campania, in un focolaio legato a un imprenditore rientrato dal Sudafrica. Emersa in Africa meridionale, la nuova forma mutata del coronavirus ha spinto diversi paesi a vietare gli ingressi dai paesi africani in cui era stata rilevata. Vari gruppi di ricerca sono al lavoro per capire se Omicron sia più rischiosa di altre varianti: ieri il professor Walter Ricciardi consigliere scientifico del ministro della Salute,nel corso di una intervista a Sky Tg24 ha affermato che questa variante “ha una capacità di riproduzione e di contagio tre-quattro volte superiore rispetto alla Delta che già ce l’aveva tre-quattro volte superiore rispetto alle precedenti, quindi un virus che si sta specializzando per diffondersi. Anche nel Gauteng – ha proseguito -, che è questa provincia sudafricana, c’è stato un aumento dei casi di ospedalizzazione, anche se naturalmente è rimasta a livelli bassi, anche se la sintomatologia sembra lieve se si diffonde così rapidamente può essere preoccupate”.

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