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Velox sulla Copparo-Ro: «L’Unione restituisca i soldi»

La consigliera Simoni e un avvocato a nome di 31 multati hanno scritto all’ente: «L’errore è acclarato. Per correttezza siano risarcite tutte le persone sanzionate»

COPPARO. Era inevitabile: la notizia dell’ultima automobilista multata che dovrà essere risarcita delle spese dall’Unione Terre e Fiumi ha scatenato le reazioni di tanta gente. A partire da quelle migliaia di cittadini (ricordiamo che in due sole mesi di attivazione le sanzioni elevate erano ben 16mila) che hanno pagato le multe senza battere ciglio, non facendo ricorso, e che ora vedono i ricorrenti premiati, con la restituzione delle somme pagate e dei punti tolti dalle patenti.

Ovviamente non poteva mancare Daniela Simoni, consigliera comunale che per prima si è attivata contro l’apparecchio, e a sua volta sanzionata: «La scelta dell’Unione per la posizione dove installare un velox, per sostituire quello sulla via del Mare rimasto al Comune di Jolanda uscito da Terre e Fiumi, fu nel Comune di Copparo, sulla provinciale 5 per Ro. Questo apparecchio incassa tre milioni e mezzo di euro che vanno, come richiesto, a rimpinguare le casse dell’Unione Terre e Fiumi: una vera e propria mattanza di automobilisti e punti patente. Alcuni cittadini, però, non ci stanno e cominciano ad approfondire, a studiare, a interrogarsi e a denunciare. Ai giorni nostri il tribunale di Ferrara accoglie i ricorsi e condanna l’Unione a pagare le spese processuali ai ricorrenti perché sentenzia, in maniera inappellabile, l’illegittimità del velox sulla Sp 5 Copparo-Ro, collocato in violazione del Codice di strada: mancato rispetto della distanza minima della postazione di rilevamento dall’ultimo segnale verticale indicante il limite di velocità (450 metri a fronte dei 1.000 previsti dalla norma)».



LA RICHIESTA

«A questo punto - continua -, l’Unione sta detenendo somme illegittimamente riscosse, mentre l’articolo 23 della Costituzione prevede espressamente che nessuna prestazione patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge. Pertanto, in qualità di cittadina e consigliera comunale della lista Gente di Riva del Po chiedo espressamente al presidente dell’Unione Terre e Fiumi di Copparo (Andrea Zamboni), facendo riferimento ai principi di legalità, correttezza, buon andamento e buona fede che governano l’azione della pubblica amministrazione, di restituire agli automobilisti multati il maltolto, rivalendosi poi eventualmente sul comandante della polizia locale che ha indebitamente collocato l’apparecchio fuori legge. Vanno sempre perseguite la legalità e il benessere della comunità».

L’AVVOCATO

Si aggiunge a Simoni l’avvocato rodigino Claudia Giacobbe, che ha portato avanti le cause di 31 cittadini (per un totale di 250 multe), a ciascuno dei quali l’Unione dovrà risarcire circa 3.400 euro: «Alcuni miei clienti - dice - hanno dovuto rifare la patente a causa dei punti tolti. Dalle prime sentenze favorevoli agli automobilisti ho fatto istanza all’ente per l’annullamento delle multe in autotutela, partendo dalla nota in cui il prefetto diceva all’Unione di non posizionare lì lo strumento. Mi è stato risposto che il velox era stato ritenuto affidabile in tutte le sedi. Ora che l’accertamento è definitivo, ho fatto sottoscrivere ai miei assistiti un documento con il quale chiedo di nuovo all’ente di annullare tutte le multe e restituire i soldi anche a chi non ha fatto ricorso. Credo che giustamente un ente pretenda correttezza dai propri cittadini, ma ci si deve comportare allo stesso modo anche nei loro confronti. Il cittadino confida nella bontà delle istituzioni, credo sia una questione di correttezza ma anche di rispetto delle leggi. È giunto il momento di porre rimedio a questo errore». —

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