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Vera storia di Sorelle per sempre, Porporati: “Le bambine scambiate? Inseparabili dopo tanto dolore”

Sorelle per sempre ripercorre la vera storia di Melissa Foderà e Caterina Alagna, che nel film vengono chiamate Costanza e Marinella. Si tratta di un caso di malasanità che affonda le sue radici nel 1998, quando due bambine vennero scambiate nella culla poco dopo la nascita in un ospedale di Mazara Del Vallo. Il regista Andrea Porporati ha raccontato a Fanpage.it cosa fanno oggi i veri protagonisti di questa vicenda.

Sorelle per sempre racconta la vera storia di Caterina Alagna e Melissa Foderà, che nel film vengono chiamate Costanza e Marinella. I fatti risalgono al 1998. In un ospedale di Mazara Del Vallo, Gisella PaladinoMarinella Marino, invece, dà alla luce la sua bambina alle 11:10. In corsia, il personale medico è pronto a festeggiare Capodanno. Basta un attimo di disattenzione e le due bambine appena nate vengono scambiate, complice la mancanza del braccialetto. Una storia carica di dolore e sofferenza, che sul piccolo schermo è interpretata da Donatella Finocchiaro e Anita Caprioli. Il regista Andrea Porporati ha raccontato a Fanpage.it cosa fanno oggi i veri protagonisti di questo caso di malasanità. Conosciamo, però, prima i dettagli della vicenda.

Bambine scambiate nella culla a Mazara Del Vallo

Era Capodanno del 1998, quando in un ospedale a Mazara Del Vallo è accaduto un tragico errore. Nella frenesia dell'aria di festa, due bambine nate a dieci minuti di distanza l'una dall'altra vengono scambiate. Due madri, Gisella Paladino (in Foderà) e Marinella Marino (in Alagna), tornano a casa con una bambina che non è la loro figlia. Gisella la chiama Caterina, omaggio alla suocera e alla madre. Marinella sceglie il nome di Melissa. Le due donne crescono le bambine per tre anni poi, per puro caso, scoprono l'accaduto. La signora Marinella ha raccontato a Oggi è un altro giorno:

"Era il primo giorno dell'asilo. Sono arrivata e ho subito notato la piccola Caterina. C'era una somiglianza assurda con le altre bambine che avevo a casa. Quando ho visto Gisella vicino a Caterina, ho riconosciuto la mamma che era in sala parto insieme a me. Lì il dubbio è diventato realtà".

Dubbio rafforzato da una nuova maestra, che si era detta convinta che Caterina fosse figlia di Marinella. Anche Gisella, vedendo per la prima volta la piccola Melissa, capì che qualcosa non andava. Avvertendo il terrore di perdere sua figlia, decise di non portarla più in quell'asilo ma in uno a pagamento. Marinella, invece, fece gli esami per appurare il gruppo sanguigno. Il responso fu inequivocabile, Melissa non poteva essere sua figlia. Fu uno shock. Andò a parlare con Gisella che chiarì che anche se fosse stato vero, non le avrebbe mai ceduto la sua bambina.

Le vere Costanza e Marinella

Le vere Costanza e Marinella del film Sorelle per sempre, dunque, sono Caterina Alagna e Melissa Foderà. Gisella accettò di parlare con Marinella e nonostante il dolore che provava, si disse disponibile a fare l'esame del DNA che confermò lo scambio. Al compimento dei tre anni, le bambine dovevano tornare alla rispettiva madre biologica. Gisella, però, era disperata e poco dopo chiese di riavere la sua Caterina, la bimba che aveva visto crescere. Marinella si disse d'accordo, ma due mesi e mezzo più tardi arrivò l'ultimatum del Tribunale e degli psicologi. Lo scambio doveva avvenire subito perché più le bambine crescevano, più rischiavano di riportare un trauma. Così, le due madri hanno spiegato alle piccole: "La cicogna ha sbagliato". E hanno effettuato lo scambio che doveva essere definitivo.

Per tre mesi, non si sono più viste. Era stato imposto loro di agire così per permettere alle bambine di ambientarsi nella nuova famiglia. Gisella e Marinella, però, si sentivano regolarmente al telefono per scambiarsi dei consigli. La sofferenza della lontananza fu devastante. Poi Gisella scoprì di aspettare un'altra bambina e chiamò subito Marinella perché le stesse accanto durante la gravidanza. Da lì, si riunirono e presero la decisione di mettere fine al dolore, vivendo insieme come in una grande famiglia allargata. Oggi Caterina Alagna e Melissa Foderà hanno 23 anni e sono più unite che mai. Hanno frequentato anche la stessa università, Scienza dell’educazione a Chieti. Come ha raccontato il regista Andrea Porporati a Fanpage.it, hanno partecipato attivamente alla realizzazione del film Sorelle per sempre.

Caterina Alagna e Melissa Foderà oggi, parla il regista Porporati

Com'è la vita di Caterina e Melissa oggi?

Oggi Caterina e Melissa sono praticamente sorelle. Hanno vissuto insieme durante l’università in Abruzzo. Stavano nello stesso appartamento, hanno scelto la stessa facoltà. Le madri, che potevano diventare nemiche, ora sono inseparabili, simbiotiche.

Quale è stata la sua prima impressione quando è venuto a conoscenza della storia vera delle bambine scambiate in ospedale?

È una storia che colpisce al cuore, che potrebbe accadere a chiunque. È facile identificarsi. È anche una storia che non ha una soluzione possibile e accettabile in partenza. Non siamo preparati a esprimere un giudizio: è meglio far prevalere le ragioni della discendenza di sangue o quelle di aver cresciuto una bambina? Si affronta un ignoto che colpisce nelle viscere e nel cuore.

In effetti, agli occhi di queste madri, la bambina che avevano messo al mondo era un'estranea, mentre erano disperate all'idea di separarsi da colei che avevano cresciuto come una figlia.

Sì, queste famiglie hanno dimostrato grandissima capacità di ascolto verso le figlie e tra loro. Visto a posteriori sembra sia stato tutto facile e, invece, è stato tutto difficilissimo e doloroso. Sono andati incontro a una serie di contrasti, di conflitti, di decisioni prese, poi modificate. Come succede nella vita, più che a ragionarla, hanno provato a vivere una soluzione che poi è diventata un modo per tutti di accettare quello che era successo.

Nel film "Sorelle per sempre" ci sono differenze rispetto alla storia vera?

Quando si fa un film di un’ora e quaranta minuti, che condensa quanto accaduto in anni di vita reale, necessariamente si devono fare delle sintesi. Magari fatti avvenuti a più persone, vengono concentrati in alcuni personaggi. Si tratta di due famiglie allargate, molto numerose. Nella realtà ci sono otto nonni, ma nel film se ne vede uno, perché bisogna mettere in scena un film possibile. Infine, per necessità di recitazione, abbiamo alzato un pochino l’età delle bambine. Da tre a cinque anni. Era impossibile fare recitare delle bambine di tre anni, sia da un punto di vista artistico che legale. Per il resto è tutto molto simile.

Come è stato lavorare con Noemi Pecorella e Viola Seggio, le attrici che interpretano Marinella e Costanza? Ci sono state delle difficoltà nelle scene più drammatiche?

Il segreto con i bambini è fargli comprendere che recitare è qualcosa di simile a un gioco. Sembra paradossale, ma se si tratta di un compito lo prendono con fastidio e lo fanno per obbedienza, se invece è qualcosa in cui loro stessi credono perché lo prendono come un gioco, diventano serissimi. Sono state bravissime, io stesso sono stupito. Hanno fatto scene anche molto complesse, esprimendo sentimenti e sfumature che per gli adulti sarebbe stato difficile esprimere.

Quanto hanno contribuito le famiglie Alagna e Foderà alla realizzazione del film?

Sia durante la realizzazione della sceneggiatura, che durante le riprese sono state con noi. Non solo le due ragazze, ma anche le madri, i padri. Sono stati vicini agli attori che li interpretavano. Questa cosa per noi è stata utile oltre che bella umanamente.

Caterina Alagna e Melissa Foderà hanno avuto modo di vedere il film? Le hanno dato un parere?

Certo, lo hanno visto subito. Non appena abbiamo finito di montarlo, prima dell’estate. Il giudizio più temuto per noi era il loro. Sono stati tutti molto contenti. Hanno detto che si sono ritrovati.

Questo film tenta anche di rispondere a un interrogativo per niente semplice: i figli sono di chi li mette al mondo o di chi li cresce?

La risposta non c’è. È un po’ una tagliola, una scelta da tragedia greca, in cui qualunque risposta dai, ti lascia mutilato. I Foderà e gli Alagna, tra tante difficoltà, hanno trovato il modo di creare un clan, una grande famiglia.

Quale messaggio del film vorrebbe che arrivasse agli spettatori?

Che non c’è quasi mai una soluzione precostituita. Le soluzioni vanno trovate nella vita.

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