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''Vergogna!'', ''Ladri!'', Scandalo Mondiale'', 19 anni fa l'arbitro Byron Moreno conquistò le prime pagine della stampa italiana dopo uno dei match più assurdi di sempre

TRENTO. Il 19 giugno 2002 così titolavano in prima pagina i giornali, non solamente quelli sportivi, italiani: "Vergogna!" riportava "La Gazzetta dello Sport", mentre il "Corriere dello Sport" ci andava ancora più duro con il  suo "Ladri" scritto a caratteri cubitali. E poi: "Scandalo Mondiale" su "Il Messaggero", "Arbitro Scandalo" su "Il Giorno" e "Mondiali, addio con rabbia" per "La Repubblica", quest'ultima protagonista del titolo più soft.

Cosa era successo di tanto incredibile il giorno precedente? Beh, semplice: la Nazionale Azzurra era stata eliminata dal Mondiale di Corea e Giappone dai padroni di casa della Corea del Sud al termine di una sfida pazzesca, disputata al  "World Cup Stadium" di Daejeon. Sì, stiamo parlando proprio della sfida in cui il protagonista assoluto non fu nessuno dei 22 in campo, ma il direttore di gara, il celebre (ahinoi) fischietto equadoriano Byron Moreno.

L'Italia, che si era presentata al Mondiale con una delle rose più forti di sempre, nella quale Trapattoni non aveva trovato spazio per Roberto Baggio (e, come accade sempre nel Belpaese, i 60 milioni di Commissari Tecnici si erano divisti tra "baggisti" e "non baggisti"), ma che poteva contare su di un parco attaccanti formato da Del Piero, Inzaghi, Totti, Doni, Delvecchio, Montella e Vieri. E in quella Nazionale c'erano anche Buffon, Panucci, Maldini, Cannavaro, Gattuso, Nesta, Tommasi e Zambrotta.

La selezione azzurra aveva chiuso al secondo posto il gruppo G e negli ottavi l'avversaria di turno era la sorprendente Corea del Sud guidata dal Guus Hiddink, uno dei Commissari Tecnici più "giramondo" che esista: basti pensare che oggi, a 75 anni, l'allenatore olandese guida la Nazionale di Curaçao (isola caraibica olandese) dopo essersi seduto sulle panchine di Corea, Australia, Russa, Turchia, Cina Under 21 e Cina Olimpica. Ebbene i coreani avevano clamorosamente vinto il proprio girone, davanti a Stati Uniti, Portogallo e Polonia, alla vigilia di tutte e tre molto più attrezzate rispetto ai padroni di casa.

L'incrocio era stato accolto favorevolmente dai media e dalla selezione azzurra, ma c'era un "però", maturato all'ultimo secondo. Nel pomeriggio del 18 giugno il Giappone, l'altro paese ospitante, era stato eliminato dalla competizione dalla Turchia e, dunque, si temevano "aiutini" all'altra Nazione organizzatrice. L'Italia, come detto, arrivava ai quarti di finale dopo aver battuto il modestissimo Ecuador (2 a 0 con doppietta di Vieri), perso contro la Croazia (rete di Vieri e gol croati di Olic e Rapaic) e decisivo pareggio contro il Messico: i centroamericani passarono in vantaggio al 34' con Borgetti e solamente il pareggio a cinque minuti dalla fine di Del Piero salvò gli Azzurri da una clamorosa eliminazione.

A Daejeon quel pomeriggio accadde l'incredibile e anche il serafico Bruno Pizzul, la "voce" della Nazionale, perse più volte la calma, lui che più che volte in passato aveva dimostrato di possedere un incredibile aplomb. Dopo quattro minuti Byron Moreno fischiò un rigore contro l'Italia per una strattonata di Panucci ai danni di un avversario. Un episodio che in Italia sarebbe passato inosservato, mentre a livello internazionale gli arbitri erano (e sono) decisamente più severi. Sul dischetto si presentò Ahn Jung-hwan, che incrociò il destro, ma uno straordinario Buffon deviò in calcio d'angolo la conclusione dell'attaccante in forza Perugia.

Scampato il pericolo, gli Azzurri presero in mano le redini del match e passarono a condurre grazie all'imperiosa incornata di Vieri sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Nel secondo tempo Del Piero, prima di essere avvicendato da Gattuso, si beccò una gomitata da parte di un avversario (già ammonito) che non venne sanzionata, poi Zambrotta venne letteralmente abbattuto da un giocatore coreano (oggi sarebbe stato "rosso" direttissimo) e fu costretto a lasciare il campo (al suo posto entrò Di Livio), l'Italia mancò il 2 a 0 con Vieri in contropiede e, a tre minuti dalla fine, la svirgolata di Panucci permise a Seol Ki-hyeon di pareggiare.

on bisogna altresì dimenticare un altro episodio accaduto nella ripresa: Totti si produce in un irresistibile slalom e, al momento di entrare in area, viene "murato" da un difensore che con un blocco decisamente rude gli impedisce l'ingresso nei sedici metri: il mancato fischio fa arrabbiare Trapattoni, che calcia una borraccia e poi inveisce. Dall'altra parte del vetro che separa la tribuna dal campo c'è un incaricato della Fifa che, lo si vede chiaramente dalle immagini Rai, allarga le braccia come a dire "eh, che ci possiamo fare".

Nei supplementari succede l'incredibile: Totti si libera, entra in area e viene "tranciato" da un avversario. Rigore? No, secondo giallo per il numero dieci ed espulsione. Una decisione che, ancora oggi, appare inspiegabile. Ma non è finita: nel secondo extratime Tommasi viene pescato in verticale da Vieri, è a tu per tu con il portiere (che salta), ma è tutto fermo perché l'assistente arbitrale ravvisa un fuorigioco inesistente. Anzi, questa decisione arbitrale risulta oltremodo incomprensibile, visto che il centrocampista romano era partito abbondantemente alle spalle della linea difensiva.

Poi la chiusura di un pomeriggio d'ordinaria follia con la rete di Ahn, che spedisce la Corea in Paradiso (si è sempre parlato di un clima rovente: certamente sì, ma con rispetto. All'esecuzione dell'inno italiano non vi fu nemmeno un fischio) e l'Italia all'Inferno con Moreno che, dopo la gara, disse che aveva arbitrato da otto e ricevuto anche i complimenti della Fifa per la sua direzione. La carriera arbitrale di Moreno durò ancora pochissimo, perché il 10 giugno 2003 la Fifa lo sospese in via definitiva, dopo essere stato stoppato già qualche mese prima dalla Federazione dell'Ecuador a causa del suo eccessivo protagonismo, culminato con la partecipazione - non autorizzata - ad un programma televisivo.

Quel che venne dopo fu ancora peggio: nel 2010 fu arrestato all'aeroporto di New York perché trovato in possesso di 6 chili di eroina e successivamente venne condannato a due anni e sei mesi. Scarcerato anticipatamente nel dicembre 2012 per buona condotta, fu estradato in Ecuador, dove venne indagato anche per evasione fiscale. Da Aston a Cile '62 (ma quella è un'altra storia) a Moreno nel 2002. Diciannove anni fa una super Italia tornò a casa a mani vuote e molto presto. Colpa di un non gioco, tante occasioni sbagliate, ma anche di un arbitro magari non in malafede, ma certamente protagonista. In negativo.

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