E' stato un incontro pragmatico e costruttivo quello tra il presidente Usa Joe Biden e il suo omologo russo Vladimir Putin a Ginevra, in Svizzera

E’ stato un incontro pragmatico e costruttivo quello tra il presidente Usa Joe Biden e il suo omologo russo Vladimir Putin a Ginevra, in Svizzera. Nessuna svolta nei rapporti tra le due potenze, ma primi passi avanti su temi come il controllo degli armamenti nucleari, il ritorno dei rispettivi ambasciatori e l’apertura di un dialogo sulla sicurezza informatica. Posizioni inconciliabili invece sul tema dei diritti umani, che gli Usa, ha detto Biden, porteranno sempre al tavolo dei negoziati.

Il summit tra i due leader è durato meno delle 4-5 ore previste, e i colloqui diretti tra Biden e Putin sono andati avanti per circa due ore. Il presidente russo ha espresso parole di apprezzamento per il rivale definendolo uno statista esperto, ragionevole e “molto diverso dal suo predecessore Donald Trump”. Entrambi i presidenti, che hanno tenuto al termine del summit conferenze stampa separate (mossa consigliata a Biden da un team di esperti), hanno sottolineato che non ci sono state ostilità nè minacce. “Biden è sicuramente una persona costruttiva, molto equilibrata, abbiamo parlato la stessa lingua”, ha detto Putin, sottolineando che dall’incontro è nato “uno spiraglio di fiducia”. Da parte sua il presidente Usa ha parlato di una “prospettiva autentica di migliorare le relazioni tra i due Paesi“, anche se i risultati del vertice si vedranno con il passare del tempo.

I due presidenti sono stati accolti nella storica Villa La Grange dal presidente della Svizzera Guy Parmelin. Ai giornalisti presenti non è sfuggito la mancanza di un contatto visivo tra Biden e Putin. I due hanno evitato di guardarsi direttamente negli occhi durante la foto opportunity, mentre i reporter si sono accalcati e hanno avuto un alterco con la sicurezza russa. Biden ha teso per primo la mano e ha sorriso al leader russo. Al termine dell’incontro ha regalato a Putin degli occhiali da sole da aviatore e un bisonte americano realizzato da un’azienda di vetro con sede a New York.

Durante il vertice è stato raggiunto un accordo sulla limitazione degli armamenti nucleari, in vista del 2026, quando scadrà il trattato New Start che li regola e un accordo sull’avvio del dialogo sulla cybersicurezza. Più volte gli Usa hanno accusato Mosca di essere dietro ai numerosi attacchi informatici che hanno preso di mira le agenzie federali e di recente all’oleodotto di Colonial pipeline. Putin “non vuole una nuova guerra fredda”, ha precisato Biden dicendo che non è nell’interesse di nessuno innescare un conflitto. Mentre Putin ha negato le accuse di aver militarizzato l’Artico.

Il tema più divisivo resta quello dei diritti umani. Mentre Putin ha paragonato l’arresto di Navalny ai fermi degli assalitori che hanno preso di mira il Campidoglio degli Usa lo scorso 6 gennaio, Biden ha avvertito la Russa che se l’oppositore russo dovesse morire in carcere per Mosca ci saranno “conseguenze devastanti”. Il presidente russo da parte sua ha ricordato i morti causati dai droni americani e la prigione di Guantanamo, che è ancora aperta. “Chi è il killer?”, ha chiesto Putin, che era stato chiamato così da Biden proprio per l’avvelenamento di Navalny.

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