Italy

Virus, la Spagna prova la riapertura  E a luglio via libera ai turisti stranieri

Più del timore poté il digiuno. Anche nella prudentissima Spagna è arrivato per il governo il momento di rassicurare i settori strategici più provati dall’«hibernación», il congelamento di tutte le attività: linee aeree, turismo, ristorazione e pallone. A stecchetto da 70 giorni. Domani riaprono bar e ristoranti, l’8 giugno riparte il campionato di calcio (seppure a porte chiuse) e, a luglio, via libera ai visitatori stranieri, senza più obbligo di quarantena, ma — ha promesso ieri il presidente del governo Pedro Sánchez — «in sicurezza».

Nel tunnel dell’emergenza sanitaria, così come nel graduale riavvio del Paese, Madrid ha seguito le orme di Roma a distanza di 7-10 giorni. Ma ancora giovedì scorso i passi del premier italiano, Giuseppe Conte, parevano al suo omologo spagnolo alquanto «precipitosi».

Finché gli operatori turistici spagnoli non hanno alzato la voce: le grandi organizzazioni di viaggio internazionali stanno orientando i loro clienti verso l’Italia (che riapre il 3 giugno), la Grecia (il primo luglio) e il Portogallo, uno dei Paesi meno colpiti dal coronavirus e quindi meno barricati d’Europa. Perfino l’Austria, pur mantenendo chiuso il Brennero ai suoi cittadini, apre un «corridoio» ai tedeschi diretti in Italia.

Alla Spagna, confinata e incerta, rischiano di restare briciole del suo patrimonio annuo di 80 milioni di ospiti, equivalente al 12% del Pil: «Quest’estate la stagione turistica ci sarà — si è affrettato a garantire ieri il presidente del Consiglio —. I viaggiatori stranieri possono fin d’ora programmare le loro vacanze in Spagna». E non sarebbe male, ha insistito, se pure gli spagnoli scegliessero quest’anno i lidi nazionali. Il numero dei nuovi contagi (361) e quello dei morti (48 nelle ultime 24 ore) sono in calo, ma sulla Moncloa si addensano a destra le nubi di un’opposizione che alimenta l’esasperazione popolare. Il Partido popular, avversario istituzionale del Psoe, ha tolto ogni appoggio esterno e l’estrema destra di Vox vede nella situazione una breccia per dare qualche energica spallata al governo rosso-viola (socialisti e Unidas Podemos).

Mercoledì Sánchez ha spuntato dal Parlamento (per 177 voti a 162) un’ulteriore proroga di due settimane dello stato d’emergenza che, a questo punto, dovrebbe concludersi il 7 giugno. Per mantenersi a galla, il premier ha dovuto negoziare con gli indipendentisti radicali baschi di Eh Bildu e ora tenta di recuperare alleati meno scomodi.

Ieri, in formale rispetto delle norme anti Covid, Vox ha organizzato un carosello automobilistico per le strade di Madrid, invocando le dimissioni di Sánchez, accusato di aver reagito in ritardo all’aggressione del virus e, ora, ad arginare il disastro economico. Molti manifestanti si sono uniti a piedi alle migliaia di auto che hanno bloccato la capitale e altre città; e le distanze di sicurezza sono saltate.

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