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Viviana Parisi: in tre video gli ultimi minuti. «Gioele era con lei e vivo»

MESSINA Una certezza ora c’è: il piccolo Gioele era in auto con sua madre al momento dell’incidente sotto la galleria, quando lei si è allontanata misteriosamente senza dire alcunché. Aveva scavalcato il guard-rail dell’autostrada Messina-Palermo ed era sparita. «Siamo ragionevolmente sicuri che ci fosse anche il bambino», si è sbilanciato ieri il procuratore di Patti, Angelo Cavallo. Una conclusione alla quale è arrivato grazie all’analisi di alcuni video, almeno tre, nei quali compare l’Opel Corsa di Viviana Parisi con il bambino all’interno. Sono filmati di telecamere private acquisiti a Sant’Agata di Militello, dove la mattina del 3 agosto il casello autostradale ha registrato un’uscita e un ingresso dell’auto nel giro di 22 minuti. Siamo a una quindicina di chilometri dal luogo dell’incidente. E, dunque, se il bimbo c’era a Sant’Agata, ci sarà stato presumibilmente anche sotto la galleria. «Dal video di Sant’Agata di Militello si capisce che Gioele era vivo», sottolinea il procuratore Cavallo: «Si vede la faccia e si vede che è vivo. L’immagine è chiara. E questo rende più fondata l’ipotesi che nell’incidente stradale il bambino fosse con la madre. Parliamo di ipotesi - aggiunge - perché c’è un “buco” di 10 minuti».

Il luogo del ritrovamento di Viviana, non lontano dal luogo dell’incidente
Il luogo del ritrovamento di Viviana, non lontano dal luogo dell’incidente
L’appello

Questa «ragionevole sicurezza» è però minata da un grande dubbio: in quella macchina, Gioele, stava bene? Era vivo? Perché le immagini non lo chiariscono. E i ripetuti appelli del procuratore di Patti, Angelo Cavallo, ai testimoni oculari che videro la donna addentrarsi nella boscaglia, dove verrà ritrovata senza vita dopo cinque giorni, hanno anche questo obiettivo. Cavallo vuole cioè chiedere alle persone che si erano fermate a prestare soccorso se davvero hanno visto la donna con il bambino in braccio, come hanno raccontato ai presenti, o se piuttosto madre e figlio camminavano entrambi. Perché in questa seconda ipotesi Gioele potrebbe aver percorso a piedi un lungo tratto; nella prima ipotesi dovrebbe invece trovarsi nei sentieri impervi che vanno dall’autostrada al luogo dove è stato ritrovato il corpo di Viviana, circa un chilometro e mezzo. Per questa ragione è molto importante quella testimonianza. Della quale esiste peraltro anche un audio, dove si sente la voce fuori campo di una persona, dall’accento del Nord, che dice di aver visto la donna con il bambino. Si tratta della telefonata al 112 fatta dai primi soccorritori, mentre sopraggiungevano due persone, rimaste senza nome, che avevano incrociato Viviana. Altri che viaggiavano nella stessa auto sarebbero rimasti alla piazzola di sosta. «Riteniamo che questi signori abbiano iniziato anche delle ricerche scavalcando il guard-rail — ha aggiunto Cavallo —. Quindi, vengano a raccontarci quel che hanno visto».

La «contro-inchiesta»

E mentre la Procura cerca i testimoni oculari di quei minuti, la famiglia di Daniele Mondello, marito di Viviana, sta facendo una propria indagine sul campo. A guidarla il cugino Claudio Mondello, suo legale, che dopo aver ripercorso il drammatico viaggio della parente, si è fatto un’idea precisa di cosa può essere successo. «Quella mattina lei, che temeva il Covid per la sua famiglia, voleva andare con Gioele alla Piramide della Luce, a circa 40 chilometri da Sant’Agata verso Palermo — spiega —. La Piramide è un’installazione artistica legata anche a una certa mistica e lei era diventata molto religiosa. Prima della scomparsa aveva chiesto ai cognati dove si trovava l’opera. E ha raccontato a Daniele la bugia delle scarpe per Gioele da prendere a Milazzo per evitare discussioni». L’uscita a Sant’Agata la spiega con la necessità di fare rifornimento. «Dopo Tindari non ci sono più benzinai. A Sant’Agata ce ne sono invece quattro, tre si raggiungono dal casello in circa sette minuti». Tornerebbero i 22 minuti di «buco». Poi la donna ha ripreso l’A20 urtando il furgone e allontanandosi con Gioele. «In preda a un profondo turbamento emotivo, anche per la menzogna raccontata che potrebbe essere smascherata». Per il tragico finale, due ipotesi: «Omicidio-suicidio o incidente. Ritengo più probabile la seconda».

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