Italy

Volontari tra spiagge e bar per la fase 2: chi sono gli assistenti civici volontari in arrivo Parte il reclutamento per 60 mila persone

Nei parchi, nelle spiagge libere e nelle zone della movida: un esercito di sessantamila volontari sta per essere schierato a vigilare «con gentilezza» nelle zone più a rischio assembramenti di città e luoghi di vacanza e sostenere la parte più debole della popolazione nella Fase 2. Ma la attorno alla figura degli «assistenti civici» — che saranno reclutati con un bando della Protezione civile — si stanno già addensando numerosi interrogativi. Saranno più simili ai gendarmi o avranno una funzione di educatori civici? Potranno fare le multe? E sopratutto, come li riconosceremo? Ecco qualche chiarimento in base alle informazioni rese note.

Chi sono?

Con la Fase 2 dell’emergenza coronavirus - che vede le città incamminarsi verso una nuova normalità - arriva una nuova figura professionale a tempo: l’«assistente civico». Saranno tutti volontari, che offriranno ai Comuni e agli enti locali la possibilità di potenziare i controlli nelle strade, nelle spiagge e nei luoghi della movida. Potranno poi essere utilizzati per potenziare l’assistenza alle categorie più fragili, dagli anziani ai bambini.

Come saranno reclutati?

In settimana sarà lanciato il nuovo bando per 60mila assistenti civici. Proprio come per il bando per i medici e poi quello per gli operatori sanitari — che ha raccolto migliaia di adesioni nella battaglia contro il Covid -19 nel momento maggiore emergenza negli ospedali italiani — il reclutamento sarà coordinato dalla Protezione Civile che indicherà alle Regioni le disponibilità su tutto il territorio nazionale. L’accordo per il bando è stato raggiunto tra il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e il presidente dell’Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari.«È il momento di reclutare tutti quei cittadini che hanno voglia di dare una mano al Paese, dando dimostrazione di grande senso civico» spiega Boccia.

Cosa faranno?

I volontari e verranno impiegati dai sindaci per le attività sociali e per collaborare al rispetto del distanziamento sociale: li potremo vedere al mare a regolare l’accesso alle spiagge libere o davanti ai parchi e ai mercati a contare gli accessi. Daranno sostegno poi alla parte più debole della popolazione consegnando spesa e pacchi di prima necessità. «I Comuni, attraverso l’Anci, potranno avvalersi del contributo degli assistenti civici per far rispettare tutte le misure messe in atto per contrastare e contenere il diffondersi del virus, a partire dal distanziamento sociale» ha spiegato il ministro Boccia.

Chi si può candidare?

Il bando è rivolto «a inoccupati, a chi non ha vincoli lavorativi, anche percettori di reddito di cittadinanza o chi usufruisce di ammortizzatori sociali». Alla selezione possono partecipare « tutti i soggetti maggiorenni e residenti o domiciliati in Italia». Non è richiesto alcun titolo di studio. I partecipanti dovranno avere «dimora abituale» nel Comune dove intendono prestare supporto e questo garantisce una maggiore conoscenza del territorio.

Chi li paga?

Gli «assistenti civici» non riceveranno alcun compenso. I volontari presteranno il loro «supporto» a titolo gratuito sino ad un massimo di tre giorni a settimana, e per non più di 16 ore settimanali, sulla base delle indicazioni fornite da ciascun Comune nel quale operano. Saranno «coperti» dall’Inail in caso di infortuni e avranno una polizza assicurativa di responsabilità civile verso terzi in caso di eventi che lo richiedano.

Chi li formerà?

I Comuni. A loro spetterà la « pianificazione, organizzazione, formazione ( ove necessaria), coordinamento e monitoraggio delle attività svolte dagli assistenti civici». Saranno sempre i comuni a comunicare alla Protezione civile di quanti volontari hanno bisogno e ad attivare poi le necessarie assicurazioni (Inail e responsabilità civile verso terzi). Funzioni che però richiedono risorse economiche e di personale.

Come li riconosceremo?

I volontari saranno poi ben riconoscibili dai cittadini perché indosseranno una casacca o un fratino con dietro la scritta «assistente civico» e davanti il logo della Protezione civile nazionale, dell’Anci e del Comune in cui prestano il servizio.

Potranno fare le multe?

No. Gli assistenti civici non sono vigili e nemmeno «ronde di controllo». Sono volontari «distributori di buona educazione» spiega il presidente Decaro. Il ministro Boccia aggiunge: «Ci ricorderanno, con gentilezza, nei luoghi di assembramento che occorre ancora qualche sacrificio per tutelare i nostri cari e non vanificare gli sforzi fatti fin qui».

Fino a quando saranno in servizio?

I volontari sono a «tempo»: non potranno operare, infatti, oltre il termine dello stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri. Il termine, salvo proroghe, è quello del 31 luglio.

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