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Wall Street al terzo giorno di rally ridà fiato anche a Piazza Affari

Chiusura positiva per i listini europei, dopo un pomeriggio di continui capovolgimenti di fronte, sotto la spinta delle notizie provenienti da Wall Street (in netto rialzo) e l’incertezza sull’esito del summit dei leader dell’Unione europea, oggi in video conferenza.

Piazza Affari registra il progresso più modesto, 0,73%, +17.369 punti base, mentre la virulenza del Covid-19 non sembra attenuarsi, soprattutto in Lombardia che registra oggi 2500 nuovi casi contro i 1643 di ieri. Lo spread però arretra in misura considerevole, anche grazie alle nuove mosse della Bce. Il differenziale di rendimento fra decennale italiano e tedesco scende a 161 punti base (-15,28%) e il rendimento del Btp si restringe a 1,23%. Le tensioni recenti si fanno sentire invece sul primario, nelle aste della mattinata, con tassi in rialzo. Il Tesoro ha assegnato 2,75 miliardi di euro di Ctz a due anni, scadenza novembre 2021, con tassi positivi, 0,307% da -0,143 dell’asta di febbraio. La domanda è stata pari a 1,63 volte l’importo offerto da 1,55 precedente. Collocati anche 691 milioni di euro di Btp indicizzati all’inflazione a 30 anni, con un rendimento dell’1,77% dall’1,02% di novembre (+0,75 punti percentuali) ed una domanda pari ad 1,51 volte l’importo offerto.  L’agenzia di rating Scope stima che gli ingenti costi economici del coronavirus potrebbero spingere il rapporto debito pubblico/Pil dell’Italia oltre il 145%.

Nel resto d’Europa: Francoforte +1,35%; Parigi +2,5%; Madrid +1,65%; Londra +2,1%; Zurigo +2,4%. 

La borsa americana procede molto spedita (il DJ guadagna il 5%), rinfrancata dal piano da oltre 2000 miliardi di dollari che consentirà al governo anche di acquisire partecipazioni nelle compagnie aeree nazionali in cambio di aiuti per decine di miliardi (Boeing +12,6%). La Fed inoltre garantisce di non aver ancora sparato tutte le sue cartucce e il presidente Jerome Powell  promette che l’istituto agirà “in modo aggressivo” per fornire liquidità in tutti i mercati in cui si registri un ostacolo all’erogazione del credito. 

Sul fronte europeo la Bce ha avviato questa mattina gli acquisti del nuovo programma PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) e ha depositato un documento legale dal quale emerge che potrà superare i limiti auto-imposti sugli emittenti: potrà dunque sforare la ratio massima del 33% del debito di ogni paese, limite vigente con il Qe “tradizionale”. I Paesi dell’Unione restano invece divisi sui coronabond, chiesti da Italia, Francia e Spagna e altri 6 paesi. Sul punto si è espresso il cancelliere austriaco Sebastian Kurz: “penso che sia importante fornire aiuti velocemente in Europa a tutti coloro che hanno bisogno di sostegno. Esistono strumenti molto validi come il Mes”, ma “respingiamo una generale mutualizzazione del debito. Si tratta di un sistema vecchio che già in passato non è stato accettato.”

Vedremo come verrà accolto il monito lanciato ieri da Mario Draghi dalle colonne del Financial Times, che ha detto chiaramente che il debito pubblico è l’unica leva che i governi hanno per gestire le fasi di guerra. “Di fronte a circostanze non previste un cambio di mentalità è necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempi di guerra. Lo shock che ci troviamo ad affrontare non è ciclico. La perdita di reddito non è colpa di chi la soffre. Il costo dell’esitazione potrebbe essere irreversibile. La memoria delle sofferenze degli europei negli anni 1920 sono un ammonimento”.

Sul mercato valutario prosegue la debolezza del dollaro, appesantito oggi dal balzo delle richieste settimanali per i sussidi di disoccupazione: 3,2 milioni in più. L’euro scambia a 1,1025. 

Fra le materie prime l’oro si muove a 1650,30 dollari l’oncia (+1,05%), mentre il petrolio vede nel dato di richieste di sui sussidi Usa un nuovo indicatore preoccupante per la recessione e viaggia in ribasso. Brent -2,3%, 26,76 dollari al barile.

In Piazza Affari sono soprattutto i titoli del risparmio gestito a giocare la partita migliore: Finecobank +9,17%; Azimut 7%. Denaro su Buzzi +7,25%, dopo i conti e la decisione di distribuire il dividendo nonostante l’emergenza coronavirus. Leonardo, +6,06%, archivia un’altra seduta brillante beneficiando della prospettiva di continuare a operare con gli stabilimenti aperti essendo in settori strategici.

In fondo al listino piomba Telecom -4,96%. Male il lusso con Ferragamo -3,19%. Lettera per Amplifon -4,33% e Pirelli -2,09%.

Le banche sono miste, dopo la revisione dell’outlook su 15 istituti italiani da parte di Moody’s. Guadagnano Mediobanca +2,73%; Ubi +2,47%; Banco Bpm +1,42%; Intesa +0,92%. Scendono Bper -1,96% e Unicredit -1,54%.