Holy See
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Una mattina

Premesso, come è stato detto e ripetuto, che il 25 aprile è divisivo nel senso che divide i fascisti dagli antifascisti, che a Torino sono state bruciate bandiere della Nato e del Pd, che il segretario del Pd è stato contestato alla manifestazione di Milano al coro «Letta servo della Nato» e «fuori il Pd dal corteo», che l’invito a sloggiare, come da tradizione, è stato esteso alla Brigata ebraica, che il presidente dell’Associazione partigiani ha giudicato inopportune le bandiere degli Stati Uniti e della Nato, che ovunque si sono sentiti cori per invocare l’uscita dell’Italia dalla Nato, oltre all’inno dell’Unione Sovietica, che a Torino sono state imbrattate le sedi del Pd e dei radicali, che a Genova un ex grillino, ora non saprei che, e in buona compagnia, ha disturbato i discorsi istituzionali con fischi e ululati, che si sono visti striscioni di no Green Pass e no vax (ognuno sogna una Liberazione su misura), oltre a molti striscioni contro Draghi servo della Nato, degli Usa e della Ue, che Vauro ha detto che Mattarella se è a favore delle armi agli ucraini non è più il garante della Costituzione, che a Roma l’assessore Miguel Gotor è stato fischiato per aver ricordato la resistenza ucraina, che gli ucraini indesiderati hanno manifestato altrove, e però a Milano hanno fischiato al discorso di Maurizio Landini, che a Reggio Emilia sono stati contestati e allontanati dal corteo esponenti di Italia Viva e dei radicali, e pure una bambina con due bandiere, una italiana e una americana, e senza contare le solite baruffe fra destra e sinistra, ecco, premesso tutto questo, di fascistelli in giro ce ne sono parecchi.