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A Monza la lotta contro la violenza sulle donne corre veloce: la "We run for women" della polizia

La lotta alla violenza di genere

Oltre alla corsa di domenica 19 novembre è in programma “What Were You Wearing’”, ‘Com’eri vestita?”: un'esposizione che porta in mostra storie e abiti che le vittime indossavano al momento della violenza subita. Tutte le iniziative organizzate dalla questura in occasione della Giornata contro l'eliminazione della violenza sulle donne e i numeri del fenomeno

Una corsa contro la violenza. Per le donne. A Monza sabato 19 novembre è in programma la seconda edizione della corsa “We Run For Women – Corriamo con la Polizia di Stato per fermare i femminicidi”, manifestazione voluta e promossa dalla questura di Monza e della Brianza con la collaborazione di Monza Marathon Team ASD. Si correrà nel suggestivo Parco di Monza: dalle 9.30 partiranno gli atleti della 10 km competitiva, su percorso misurato e certificato Fidal, e 10 km non competitiva. La manifestazione sarà inoltre aperta a tutti coloro che vorranno correre o camminare su un percorso di 3km per prendere parte a una catena unita contro la violenza di genere.

Taglierà il nastro di partenza Filomena Lamberti che il 28 maggio del 2012 fu sfregiata con l'acido dall'ex marito: fu la prima donna vittima di violenza sfigurata da acido in Italia. E purtroppo da quel giorno la lista si è allungata.

“Villaggio aperto”, allestito nel parco di Monza presso la Cascina San Fedele, saranno presenti come testimonial le atlete delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, Linda Olivieri e Rebecca Sartori, specialiste nella 400 corsa ostacoli, e Desirée Rossit, finalista olimpica del salto in alto alle Olimpiadi di Rio del 2016. Tra i tanti, hanno dato la loro adesione all’iniziativa, come corridori, anche i poliziotti della ASD Sezione Atletica Polizia di Stato di Torino e i cadetti dell’Accademia Guardia di Finanza di Bergamo. Tutti i finisher della 10k sia competitiva che non competitiva riceveranno una medaglia con raffigurata una donna stilizzata che alza le braccia in segno di vittoria, un’immagine che vuole imporsi con fermezza, racchiudendo il forte messaggio che si intende trasmettere con l’iniziativa. La medaglia sarà realizzata, nel pieno rispetto dell’ambiente, con legno riciclato ricavato da alberi caduti e da materiale raccolto durante la pulizia dei boschi e quindi non derivante dal disboscamento illegale.

Un sostegno ai centri antiviolenza

Il ricavato proveniente dalle iscrizioni alla corsa sarà devoluto ai 4 Centri Antiviolenza della Rete Artemide di Monza e della Brianza, inoltre, con l’esibizione del Pettorale alla biglietteria della Villa Reale si avrà diritto, nel fine settimana 18-19 novembre, a un ingresso ridotto (8 euro) più un accompagnatore gratuito per visitare la Villa e le mostre “Com’eri vestita” e “Tanto a me non capita…” allestite dalla Associazione Libere Sinergie. Ma la “We Run For Women – Corriamo con la Polizia di Stato per fermare i femminicidi” non sarà l’unica iniziativa messa in campo per combattere la violenza di genere in vista della ricorrenza del 25 novembre. Le iniziative organizzate dalla questura di Monza e Brianza sono state presentate nella mattinata di mercoledì 25 ottobre presso Palazzo Lombardia. Alla conferenza sono intervenuti il Sottosegretario con delega Sport e Giovani, Lara Magoni, il Questore di Monza e della Brianza, Marco Odorisio, l’Assessore allo Sport del Comune di Monza, Dott.ssa Viviana Guidetti, il Presidente di Monza Marathon Team, Luca Pancirolli, il Vice Presidente di Marathon Team, Avvocato Luca Galbiati, il Presidente FIDAL Lombardia, Gianni Mauri.

Oltre alla corsa di domenica 19 novembre è in programma “What Were You Wearing’”, ‘Com’eri vestita?” e una tavola rotonda sul tema.

La mostra “Com’eri vestita?”

“What Were You Wearing’”, ‘Com’eri vestita?’ è la mostra che racconta storie di abusi, poste accanto agli abiti in esposizione che intendono rappresentare, in maniera fedele, l’abbigliamento che la vittima indossava al momento della violenza subita. Si tratta di un progetto che nasce nel 2013 da parte di Jen Brockman, direttrice del Centro per la prevenzione e formazione sessuale di Kansas, e di Mary A. Wyandt-Hiebert responsabile di tutte le iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas e diffuso in Italia grazie al lavoro dell’Associazione Libere Sinergie che ne propone un adattamento al contesto socio culturale del nostro Paese. L’idea alla base del lavoro è quella di sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza sulle donne e smantellare il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti, da qui il titolo emblematico ‘Com’eri vestita’. I visitatori possono identificarsi nelle storie narrate e al tempo stesso vedere quanto siano comuni gli abiti che le vittime indossavano, la mostra intende suscitare reazioni e portare i visitatori a pensare: “ho questi indumenti appesi nel mio armadio!” oppure “ero vestita così questa settimana”. “Non è l’abito che si ha indosso che causa una violenza sessuale – aggiunge Brockman – ma è una persona a causare il danno. Essere in grado di donare serenità alle vittime e suscitare maggiore consapevolezza nel pubblico e nella comunità è la vera motivazione del progetto”.

Altra iniziativa sulla tematica, che si svolgerà nelle medesime giornate è la mostra fotografica “Tanto a me non capita...”, che è la rappresentazione in bianco e nero di momenti quotidiani di violenza psicologica: le sfumature di comportamenti che non vengono identificati come violenza, ma che costantemente minano la consapevolezza di molte donne. Le azioni in dissolvenza che ci fanno pensare che tanto a noi non possa capitare e, invece, capita più spesso di quello che si possa immaginare. Inoltre, domenica 19 novembre dalle 15 alle 17 l’attrice Rossella Raimondi porterà nelle Stanze della Villa Reale una rappresentazione teatrale della mostra fotografica.

Una tavola rotonda contro la violenza

La manifestazione sportiva sarà anticipata, sabato 18 novembre, alle ore 18.00, da una tavola rotonda dal titolo “Un uomo può uccidere un fiore ma non può contenere la primavera (M. Gandhi)” incentrata sull’analisi del fenomeno del femminicidio, organizzata dalla Questura di Monza e della Brianza e dal Comune di Monza, con la collaborazione della Reggia di Monza, con il patrocinio della Regionale Lombardia e della Provincia di Monza e Brianza. Alla tavola rotonda, che si svolgerà nella Sala da Ballo della Villa Reale di Monza, è prevista la partecipazione di personalità che si sono contraddistinte nella prevenzione della violenza contro le donne e nella tutela delle relative vittime: la Sig.ra Filomena Lamberti, prima donna ad essere stata sfregiata con l’acido, la quale lascerà la sua testimonianza, e sarà accompagnata dalla D.ssa Fausta Angrisani, psicoterapeuta e responsabile del Centro Antiviolenza Linearosa di Spaziodonna di Salerno, il Dott. Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano e Presidente della Sezione Autonoma Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano, consulente Commissione parlamentare inchiesta sui femminicidi e violenza di genere, componente tavolo permanente contro violenza di genere istituito da Regione Lombardia, la Procuratrice Aggiunta d.ssa Manuela Massens, responsabile Dipartimento Vittime vulnerabili della Procura di Monza, la Psicologa della Polizia di Stato Giovanna Bueti e l’avvocata Tatiana Biagioni, Advisory Board Assolombarda per il sociale.

96 donne uccise in meno di un anno

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza tramite la Direzione Centrale della Polizia Criminale, e in particolare il Servizio Analisi Criminale, ha svolto un’analisi di tutti i dati interforze dalla quale emerge che, relativamente al periodo 01 gennaio-22 ottobre 2023, sono stati registrati 268 omicidi, con 96 vittime donne, di cui 77 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 49 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner. Analizzando gli omicidi del periodo sopra indicato rispetto a quello analogo dello scorso anno, si registra un incremento sia del numero degli eventi, che da 248 arrivano a 268 (+8%), sia delle vittime di genere femminile, che da 95 passano a 96 (+1%). Anche per quanto attiene agli omicidi commessi in ambito familiare/affettivo, si evidenzia un aumento nell’andamento generale degli eventi, che passano da 111 a 118 (+6%), mentre fa registrare un decremento il numero delle vittime di genere femminile, che da 82 diventano 77 (-6%). In diminuzione, rispetto allo stesso periodo del 2022, anche il numero degli omicidi commessi da partner/ex partner, che da 54 diventano 52 (-2%), mentre resta invariato quello delle relative vittime donne, con 49 casi. In Lombardia, nel I semestre del 2023, il 47% degli omicidi volontari si sono svolti in ambito familiare/affettivo e, complessivamente, il 32% delle vittime è di sesso femminile; per quanto concerne gli omicidi commessi da partner o ex partner, nell’80% dei casi la vittima è stata una donna.

I numeri della violenza (anche a Monza)

Nella Provincia di Monza e della Brianza, da inizio anno al 20 ottobre 2023, sono stati registrati i seguenti “reati-spia” di violenza di Genere: Violenze sessuali: 64 casi di violenza sessuale, contro i 72 totali dell’intero 2022 e i 66 del 2021, delitti per i quali sono state arrestate 9 persone nel 2023 (fino al 20.10.2023), 4 nell’intero 2022 ed uno nel 2021, e denunciate 37 persone nel 2023 (fino al 20.10.2023), rispetto ai 46 dell’intero 2022 e ai 28 del 2021. atti persecutori: 73 casi di atti persecutori, contro i 144 totali dell’intero 2022 e i 153 del 2021, delitti per i quali sono state arrestate 4 persone nel 2023 (fino al 20.10.2023), 5 nell’intero 2022 e 4 nel 2021, e denunciate 65 persone nel 2023 (fino al 20.10.2023), rispetto ai 107 dell’intero 2022 e ai 98 del 2021. maltrattamenti in famiglia: 188 casi di maltrattamenti in famiglia, contro i 247 totali dell’intero 2022 e i 262 del 2021, delitti per i quali sono state arrestate 11 persone nel 2023 (fino al 20.10.2023), 9 nell’intero 2022 e 18 nel 2021, e denunciate 153 persone nel 2023 (fino al 20.10.2023), rispetto ai 207 dell’intero 2022 e ai 213 del 2021. Per quanto riguarda l’attività di contrasto al fenomeno di violenza di genere, la Divisione Anticrimine della Questura di Monza e della Brianza, da gennaio 2021 al 17 ottobre 2023, ha emesso 119 ammonimenti, di cui 63 per atti persecutori e 56 per violenza domestica, di questi ultimi 52 nell’anno corrente (19 per atti persecutori e 33 per violenza domestica).

Che cos’è il Protocollo Zeus

A marzo 2023, è stato attivato dalla Questura della Provincia di Monza e della Brianza con il CIPM (Centro Italiano per la Mediazione) di Milano (sede Monza), il Protocollo Zeus il quale prevede, a seguito di ammonimento, oltre all’informazione alla vittima dell’esistenza di centri antiviolenza e servizi di aiuto e supporto presenti sul territorio, un invito formale per il soggetto Ammonito a seguire un percorso trattamentale di sostegno psicologico con le professioniste del Centro Italiano per la Promozione della Mediazione per comprendere il disvalorare delle condotte agite.

Il Comune di Monza a seguito di protocollo stipulato con la Questura di Monza e il CIPM, ha messo a disposizione degli spazi ove le professioniste del CIPM effettuano i colloqui: 17 dei 33 ammoniti hanno effettuato almeno un primo colloquio presso il CIPM di Monza, 5 non si sono presentati, 11 devono ancora effettuare il primo colloquio; un solo soggetto, peraltro non presentatosi al colloquio, è stato denunciato dopo l’ammonimento per reati dello stesso tipo con un indice di recidiva bassissimo pari all’1% del totale degli ammoniti nel periodo (dati disponibili al 05.10.2023). Il protocollo Zeus si inserisce nella strategia di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza contro le donne basata sul genere, messa in atto su tutto il territorio nazionale dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato attraverso la sottoscrizione di specifici protocolli di collaborazione tra le Questure e Centri specialistici ai quali vengono indirizzati i soggetti Ammoniti. I dati nazionali dicono che al 31.12.2022, n. 63 Questure hanno già firmato, rinnovato precedenti accordi o avviato l’iter per la firma di analoghi protocolli. Nel biennio 2020-2021 si è registrato su tutto il territorio nazionale un aumento, in media, del 21% di Ammonimenti, con punte del 30% per provvedimenti in materia di violenza domestica. Il positivo trend si registra anche nel 2022, con aumento che sfiora il + 40% per gli Ammonimenti ex. art. 3. Dati nazionali*: 2398 Ammonimenti nel 2020 (1110 per violenza domestica, 1288 per stalking), 2898 Ammonimenti nel 2021 (1448 per violenza domestica, 1450 per atti persecutori), 3559 Ammonimenti nel 2022 (2016 per violenza domestica, 1543 per stalking) (*dati forniti dalle Questure alla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato – Servizio Centrale Anticrimine, suscettibili di variazioni e non aventi valore statistico).

L’efficacia deflattiva sul cd. “ciclo della violenza” del binomio Ammonimento del Questore-Protocolli per la presa in carico del maltrattante è confortata dai dati nazionali: nel 2020 solo il 20% degli Ammoniti per atti persecutori è stato denunciato successivamente per tale reato, nel 2022 si scende al 9%; stesso andamento per gli Ammoniti per violenza domestica. Nelle Questure ove sono attivi accordi di collaborazione la percentuale scende, nel 2022, al 7%.

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