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5 alimenti che favoriscono l’infiammazione del corpo

Una dieta bilanciata è fra le scelte migliori che si possano fare. Anche se alcuni cibi, tendiamo a dimenticarlo, possono innescare dei processi infiammatori a lungo andare deleteri per l’organismo. E a loro volta produrre conseguenze problematiche, se non vere e proprie patologie.

Ovviamente tutti i cibi producono processi di questo tipo. Con quelli ad esempio ricchi di macro e micronutrienti, ci sono minori possibilità. Nell’infiammazione cronica il corpo perde la sua capacità di combattere le malattie poiché il sistema immunitario può uscirne indebolito.

Per cui vale la pena analizzare con attenzione la propria dieta quotidiana. E capire se stiamo esagerando con alcuni degli elementi e degli ingredienti più rischiosi, dallo zucchero ai cibi fritti.

Lo zucchero, specialmente raffinato, è fra questi elementi, d’altronde senza sorpresa. Se si esagera nell’uso si accumulano calorie senza alcun valore nutritivo aggiuntivo, con infiammazioni spesso innescate dal fruttosio. Come noto, lo zucchero influenza i livelli di insulina che possono a loro volta produrre squilibri nel complesso puzzle ormonale. Meglio eliminarlo ogni volta che è possibile e preparare dolci alla frutta, utilizzando lo zucchero già naturalmente presente.

Gli acidi grassi trans rientrano fra i più nocivi e ovviamente i cibi fritti ne sono ricchi. Sono naturalmente presenti in alcuni alimenti (soprattutto latte, derivati alcune carni) ma in concentrazioni del tutto ridotte rispetto a quelle dei prodotti industriali contenenti grassi idrogenati. L’Oms vorrebbe eliminarli entro il 2023 dagli alimenti di origine industriale per abbattere il numero dei decessi annui correlati, soprattutto per cause cardiovascolari. Consumare troppi fritti non solo fa ingrassare ma aumenta anche la proteina infiammatoria nota come C-reattiva (CRP). Secreta dal fegato, viene rilasciata proprio in risposta a processi infiammatori. Motivo per cui i suoi livelli nel sangue aumentano in maniera significativa se è in corso un’infiammazione.

Anche gli alcolici sono responsabili dell’innesco di questi processi. Si tratta di calorie che non vengono assorbite dall’organismo, non servono cioè a creare energia, almeno non nell’immediato, e si trasformano rapidamente in grasso. Fra l’altro, l’eccesso di alcol può ridurre l’assorbimento di alcuni nutrienti, procurando anche carenze nutrizionali, e così favorire appunto l’accumulo a livello viscerale. Gli effetti sono numerosi e dipendono soprattutto dall’etanolo. In generale gli alcolici costringono il nostro fegato ad un lavoro eccessivo, affaticandolo. E innescando stati infiammatori, non solo nel fegato ma anche nell’intestino.

Pizza e pasta, capisaldi della cucina italiana. Eppure anche con questi amatissimi alimenti bisogna fare attenzione, a causa del loro elevato indice glicemico. Se ne consumiamo con moderazione non avremo problemi ma più l’alimentazione è ricca di zuccheri e di farinacei digeriti rapidamente (pane, pasta, patate), più si alimenta la produzione degli Age, una serie di composti chimici prodotti quando gli zuccheri si combinano con proteine o grassi (glicazione avanzata). Alcune evidenze scientifiche stanno correlando la presenza di Age totali nell’organismo proprio a processi infiammatori, patologie dismetaboliche, aterosclerosi e insufficienza renale.

Rimpiazzare lo zucchero con dolcificanti artificiali vi aiuterà a perdere calorie? Forse. Ma abusarne innescherà, di nuovo, dei processi infiammatori. Anche perché produrranno pessime conseguenze al microbiota intestinale, in particolare diminuendo i livelli dei batteri buoni chiamati «batteroidi», principali costituenti del microbiota e che producono sostanze utili al nostro organismo oltre a digerire il cibo e difenderci contro i microorganismi patogeni.

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