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Anna Billò, la signora del calcio, e il debutto al Champions League Show

Alla prima puntata di Champions League Show, il 20 ottobre su Sky Sport, è andata in soccorso di Paolo Condò che non ricordava il nome del terzino ucraino Vitalij Mykolenko: «È la fortuna di aver fatto tanta Europa League con Lele Adani, è lui il super esperto. Magari la prossima volta non ho la stessa prontezza!». Dopo quel debutto, il giudizio che temeva di più era di Tiago e Tomas, i figli di quasi nove e sei anni: «Sono sempre molto attenti, mi dicono se sono vestita bene, sorridente o preoccupata. Più precisi di una scheda tecnica, la loro impressione conta perché non hanno filtri». Aver preso il timone di Ilaria D’Amico non le ha creato ansia da prestazione: «Considero questa conduzione un passaggio del mio percorso: lavoro in Sky da 16 anni. In passato mi sono sempre criticata molto, ma quando sono diventata mamma ho capito che dovevo ridurre lo stress. Ho la fortuna di fare un lavoro che è la mia passione, devo solo cercare di farlo al meglio senza darmi voti». Dalla collega che ha sostituito, però, non ha ricevuto nessun messaggio: «Ma la conosco, ha un rapporto pessimo con il telefono. Per me Ilaria è stata un grandissimo esempio, la trovo una professionista pazzesca, sempre pronta e charmante».

Papà operaio, mamma commessa

Anna Billò, 43 anni di Carate Brianza, papà Angelo operaio e mamma Elena commessa, al telefono da Milano conferma l’impressione che dà ogni martedì e mercoledì prima e dopo le partite di Champions circondata da Alessandro Costacurta, Fabio Capello, Esteban Cambiasso, Alessandro Del Piero e Condò: è competente, umile, generosa. Le domande ama più farle che riceverle, come si capì bene il giorno in cui il fidanzato Leonardo Nascimento de Araújo le chiese di sposarlo alla fine dei sorteggi dei quarti di Champions League in diretta tivù. Era il 15 marzo 2013. Due figli e qualche trasloco dopo, del marito dice: «Sento davvero il suo orgoglio per le cose che faccio: non era scontato. Soprattutto, ha capito che per me il lavoro sarebbe rimasto un punto fermo, anche dopo la nascita dei bambini: si rende utile banalmente anche nell’organizzazione quotidiana, non mi fa mai mancare il suo appoggio».

Tiramisù, romanzi e l’album Panini (più due film)

Anna fa la pendolare tra Milano e Parigi, dove Leonardo è direttore sportivo del Paris Saint-Germain. «Parto il lunedì e torno il giovedì. Ho cercato di avere un’organizzazione che funzioni anche quando non ci sono. Ma quando sono a Parigi, i bambini li porto io a scuola o a fare le attività. Compatibilmente con i suoi impegni, lo fa anche Leo. E poi tante video chiamate!». Da bambina aveva l’album Panini e oggi lo completa con Tiago e Tomas. «Loro sono molto fortunati. Quando ero piccola io dovevo scambiare le figurine con gli altri e affannarmi per finirlo». È golosa di tiramisù, appassionata di musica italiana da Vasco Rossi a Laura Pausini, l’ultimo libro che ha letto è Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin. Nel suo curriculum figurano pure due prove da attrice, ma giura di non avere ambizioni artistiche: «L’allenatore nel pallone 2, del 2008, nasceva da una collaborazione con Sky. In C’è tempo, del 2019, è stato Walter Veltroni a volermi e per lui ho indossato i panni di un giudice: avendone grande stima non potevo dirgli di no, mi ha divertito, ma non è il mio mondo».

Chi vince la Champions

Durante la prima ondata del coronavirus tutta la sua famiglia si è ammalata. «Ha cominciato il piccolo, poi io e Leo e per ultimo il grande. Questa cappa ti fa sentire l’incertezza, ma sono sentimenti che proviamo tutti, in ogni Paese». Se le chiediamo chi vince la Champions non ha dubbi: «Oggi direi il Bayern Monaco: ha dimostrato una forma incredibile. Però la Champions è una competizione pazza, fino alle ultime giornate riserva sorprese».

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